Suono dell’Essemmesse ——–> Botta di Tachicardia
Stimolo, risposta.
Così, senza mezzi termini.
Stimolo, risposta.
Così, senza mezzi termini.
In sincerità, cara, credo che l’orientamento sessuale sia l’ultimo dei tuoi problemi.
La domanda è
-Perchè?-
e la risposta
-Non lo so-
Gli eccessi d’alcool, le infelici combinazioni di cibo, la dolcezza chimica dei marshmallow e il retrogusto rancido della cucina cinese.
Io vomito.
Vomito il disagio, vomito le notti insonni e le ansie. Vomito il dolore, vomito il dispiacere.
Vomito.
Il mio stomaco non tiene, è il convettore di tutto il mio fastidio, di tutte le paure, i timori. I dolori.
Con l’amore malato che ho per il limite, vomitare è l’unico modo facile che conosco per valicarlo e ricominciare.
Vomito perchè devo essere satura, per dire basta.
Vomito perchè le emozioni non le so fermare, perchè a grattare sul fondo con le unghie non so rinunciare.
Vomito perchè devo essere disgustata per rinunciare, nauseata a forza del troppo, per smettere.
Stasera l’ho capito.
Tutta quest’ansia, questa voglia, questa frenesia. Tutto questo fare incetta di sensazioni, eccedere, dire di sì.
L’ho capito, stasera.
Le ho viste nitide e chiare le due dita in gola della mia smania:
Vomitare, ripulirsi e andare oltre.
L’ho capito stasera, sai.
Io sto cercando di vomitarti.
Sono tornato single.
Che fai?
07/07/’09 ore 20:44
Suppongo che la prima parte dello sms dovesse avere più o meno la funzione dei microfotogrammi con le lattine di Coca Cola, durante la proiezioni dei film, al cinema.
Quella di farti venire sete.
Ecco, non ho mai creduto nella pubblicità occulta.
Sfernesejo
Sto sfernesiando
Ho sfernesiato tutta la notte
Continuo a sfernesiare
No, non chiedetemi una traduzione.
Pensate ad una palletta di ingranaggi meccanici nel mezzo dello stomaco, che si attiva ad ogni minimo movimento e che continua ad accartocciarsi nelle sue ruotine dentate, nelle sue viti e nei suoi nastri, producendo fruscii, ticchettii, pizzicori e strusciamenti vari.
[Clockwork di Mirko Macari]
Ecco, io sto tipo così.
credo
solo
alla
pelle.
Non ce la posso fare.
Fa un caldo boia e l’unico rito che mi dà sollievo e quello della doccia.
Mi ci ficco sotto mezza vestita, tanta è la foga di sentire l’acqua fredda. Una doccia senza criterio: senza scrub e senza bagnoschiuma alle mandorle dolci.
Poi ogni tanto mi ricordo che sono approssimativamente femmina, e allora faccio alcune di quelle cose gratificanti e inutili, tanto care al gentil sesso, collocabili nell’ampia categoria del “prendersi cura di sè”.
Pigliamo la crema idratante, ad esempio.
Esci dalla doccia e già senti il caldo umido di questa Roma che non perdona aggredirti bastardamente da sopra l’accappatoio.
Però tu devi passarti la crema idratante.
Ha una consistenza collosa e pastosa, un odore mediamente nauseabondo e ti tapperà i pori ad uno ad uno, costringendoti a sudare dalle orecchie.
Ma tu devi passarti la crema idratante.
E già che ci sei, se nel mentre ti si chiede -Che stai facendo?- tu, vittima di una filmografia ammiccante di basso livello, lo dirai pure -Mi sto spalmando l’idratante…- e se ti va di lusso ci rimedierai anche un -Mmm…l’idratante…-
Orbene, lucidità! vi prego.
Dopo una mano del suddetto idratante, appiccicaticcia e lucida come sarò, in bilico sulla sponda del letto per non sporcare le lenzuola e untuosa come un tacchino il giorno del Ringraziamento, a me al massimo mi si potrà impanare e poi friggere.
Tipo melenzana, che poi ci puoi fare la Parmiggiana.
La parola d’ordine della giornata è: romanticismo!
C’è aria di matrimonio…
Oroscopo dei Gemelli per il 3/7/’09
***
1) Romanticismo de che?
2) Matrimonio de chi?
Bevo.
Cerco di lavare via dalla bocca questo sapore chimico di vino scadente.
Qualche volta vorrei andare a letto senza fare bilanci, ma i riti della sera non concedono scampo.
Quattro minuti soffici d’ovatta e di crema detergente, davanti allo specchio. Tre al mentolo, inclinata verso il lavandino. Cinque per l’ultima sigaretta, fuori al balcone. Due per stringermi nuda sotto le lenzuola.
Uno per reprimere un pensiero.
Un pensiero già pensato,
sempre lo stesso, sempre uguale.
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