Archivio per 8 Ottobre 2008

08
Ott
08

Onirika

Corro.

A perdifiato nei cunicoli angusti e nelle trappole insidiose di un vischioso sottosuolo. Arranco, scivolo, frano.

Lo sento puntarmi sul collo. Malefico, indagatore.

Procedo, col terrore nelle ginocchia. Un silenzio d’ovatta mi riempie la testa: solo me e il mio affannarmi. Il resto è nulla.

Ignoro i confini delle cose, mi ferisco su spuntoni affilati, cado, mi rialzo, sanguino.

Mi segue. Cattivo, maligno, osceno.

Avanzo e m’incalza. Anticipa le mie mosse. Mi tiene dietro, come se fosse su di me.

Come se fosse me.

Lo scroscio delle onde mi suggerisce che sono, ormai, all’aperto. La lama gelida del vento mi ferisce il volto.

Rallento. Disperata.

Mi raggiunge, mi spia, mi tiene il collo col suo guardare voluttoso e folle.

Muovo passi incerti. Nella sfera di un nulla visivo che non conclude.

Un urlo cristallino. Riflettente, affilato, perfido.

Uno squarcio di luce, improvviso, accecante.

Trattengo a fatica i piedi sul limitare del dirupo.

Frammenti di roccia cadono giù, riecheggiando del rumore sommerso del sasso nell’acqua.

Un oceano immobile e molle mi tenta e mi respinge con la sua consistenza di petrolio.

Lo sento, vicino. Mi fissa, è qui.

Il cielo di carbone scintilla di una ferita lacerata.

Un occhio.

Gigantesco, sgranato, allucinato.

Mi fissa dall’immensità sferica e indeterminata del cielo.

Aperto e immobile come un’ipotetica e grottesca luna.

Mi sveglio di soprassalto. Calmo il respiro calibrandolo sul ritmo lento della notte. Sono sudata e gelida.

Quel dolore, quella paura e quella rabbia muta che ti comprimi dentro, di giorno, in qualche modo dovrà pure venir fuori.

Fisso il buio, mi blindo in un doppio strato di coperta.

Un occhio al posto della luna.

Sono pazza.

08
Ott
08

Mani

Sentire

Frugare

Saggiare

Perdermi e ritrovarmi

Aderire scendere scivolare

Incresparmi

Di brividi, di spasmi, di tensione

Di te

Esplorare

Dita fragili, poi sicure

Tornare andare, come la marea

Sulle rive di te, sulle coste di te, sulle dune di te

Temere indugiare stuzzicare capire

Leggere il braille ruvido della tua voglia

Persa nella mia

Combaciare fondersi lasciarsi

Perdersi

Sono un drappo di pelle

Graffiare mordere

Un pugno di nervi

Lisciare stringere

Un gomitolo di brividi

Pelle, sono pelle

Plasmarti

Pelle, sei pelle

Toccarti

Solo pelle

Solo ora

Pelle




divago ergo sum

Sono Alessandra, bipede, femmina, respiro e poco altro. Sono Jaqueline, fumo Vogue alla menta e ho la "r franscese". Sono Miss, sono più vera del vero, o almeno ci provo. Sono IO, coerente all'incoerenza, e scusatemi se è poco.

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