Gli ho urlato addosso, ai demoni.
Li ho aggrediti a forza di parole, di racconti di vita, di piccole – grandi quotidianità, di sensazioni e di brezze come carezze sulla pelle, in autunno.
Tornavano, ciclici, nei tuoi racconti di paura e di dolori, di futuro incerto, forse negato.
Demoni del terrore, demoni dell’inquietudine cortisonica, del brusio cupo dei pensieri che diventa rombo, scroscio, unghia sulla lavagna delle percezioni.
Ti dicono che devi essere forte, ma io lo conosco il tuo desiderio di piangere, di fare i capricci, di ritornare bambina.
Assecondalo, vorrei dirti.
Riprenditi tutta la razionalità che hai offerto al mondo fino ad ora, mutala in stridore, in dirompente confusione, in mera assenza di senso.
Ma ho paura, e volo via.
Via dal dolore, ancora una volta.
Via dal tuo chiederti se ci vedremo ancora.
Via dai demoni.
La prova più difficile di queste 36 ore.
La prova più difficile di sempre: volere del bene a qualcuno.














Commenti Recenti