mi accartoccio nel mio essere me.
Mi comprimo nel punto minimo della mia pochezza:
non sapresti dirlo se sono gambe o braccia o orecchie o capelli quelli che vedi:
un grumo d’incertezza.
Ho voglia di fumare, di urlare, di fare l’amore, di vedere e sentire e toccare.
Di partire.
Ho voglia di volere tutto quello che si può avere.
Ma resto qui
rattrappita nel centimentro stupido di me.














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