che si stacca e volteggia, leggera.
Quella animata di vita propria.
Che fa i gestacci mentre tu sei lì, invischiato nei convenevoli.
Io vedo l’ombra delle cose.
Oltre le pesantezze, i giorni di pioggia e le vene varicose.
Oltre le buste della spesa.
Oltre lo svegliarsi bruco e il dover venire a patti con lo specchio, per credersi farfalla almeno un po’.
Vedo quello che non c’è, quello che brami d’essere.
Quello che vorresti quando sogni, che desideri al mattino, che disegni col dito incerto sulla rugiada del dormiveglia.
Sento il fremere del lampione per la sua immobilità e le forza riottosa del sasso condannato alla gravità.
Io la vedo, l’ombra.
Ma non ditelo a nessuno.














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