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Nov
08

Ticchettare

pallido e assorto / presso un rovente muro d’orto

Sì, lo so, era “meriggiare” e non “ticchettare”. Però, che ne so, stamattina la si potrebbe declamare cosi:

ticchettare pallido e assorto / presso il trafficato muro Torto

Ok, la smetto. E’ che essere svegliati dalla pioggia che ticchetta sul vetro, non avere la premura di doversi alzare e affrontare il caos della città, giocare a nascondino coi piedi sotto le coperte, imprime a questa giornata un grande senso di serenità.

Roma piange, e io con lei. Perchè Roma me la sento dentro, Roma è l’unico posto, fino ad ora, nel quale io mi sia sentita “a casa” nell’accezione rasserenante e intima del termine.

Piango un po’ anch’io, quasi a suggellare un patto tra me e la Capitale.

Non son lacrime tristi, piuttosto lacrime serene-un-po’-amare di chi ha aggiunto un’altra voce alla lista mentale dei MAI PIU’.

Mai più indulgere al passato e alla tentazione del ricordo. Gli archivi sono fatti per impolverarsi.

E’ tutto.


1 Risposta a “Ticchettare”


  1. Novembre 29, 2008 alle 8:40 pm

    i want to make friend


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divago ergo sum

Sono Alessandra, bipede, femmina, respiro e poco altro. Sono Jaqueline, fumo Vogue alla menta e ho la "r franscese". Sono Miss, sono più vera del vero, o almeno ci provo. Sono IO, coerente all'incoerenza, e scusatemi se è poco.

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