Archivio per Dicembre 2008

31
Dic
08

Cicatrici

C’è che mi sono scottata, un paio di mesi fa. Ho questa patacca violacea sul polso e parte della mano, come ricordo.

Un medico simpatico, una volta, ha detto che un bel giorno, lavandomi le mani, o dando un cinque, o sprecando una carezza, non mi sarei accorta più di nulla. Nessun segno.

Un po’ perchè la pelle è portentosa e tende a rigenerarsi più che può, un po’ perchè l’occhio è pigro e, a lungo andare, scambia la consuetudine per normalità.

Le cicatrici o si riassorbono o te le dimentichi, insomma.

Fatto strano è che, con le mie, continuo a giochicchiarci, percorrendone, con l’indice curioso, il rilievo frastagliato.

Mi fa sentire viva, dolorosamente viva.

30
Dic
08

2008

Sei stato un anno come un altro.

Mi sa che, in uno dei tuoi mesi, m’è scappato di innamorarmi.

Ma poi m’è passata, eh.

Quindi, niente rancori.

30
Dic
08

00:00

Sto sperimentando l’eco, nel vuoto ostinato della mia scatola cranica.

Sono qui, a vivacchiare lo scorcio pallido di questo 2008. Fosse stato qualche anno fa, avrei centellinato gli attimi. Avrei sgranato con le unghie la trama del tempo, come fosse quella di un paio di collant.

O avrei dormito evitando la transizione. Bypassando il limitare tra vecchio e nuovo, tra oggi e domani, tra tardi e presto. Tra un anno e un altro.

E invece quest’anno nulla. Nessuna smania.

Sarà che, a poco a poco, mi ci sto abituando al tempo che passa.

Sarà che sono stufa di sensazionalismi e di ogni smodata enfatizzazione della banalità.

Sarà che, alle 00:00 di quel giorno lì, io preferisco distrarmi. Vivermi il millesimo di secondo successivo.

Tutta quella simmetria mi inquieta. Tutta quella circolare perfezione dei tondini, tutta quella grafica ritmicità.

Datemi l’appiglio di un secondo insicuro, di uno sputo d’oltre, di progressivo, di successivo. Fatemi la rassicurante promessa di un dopo.

C’è che non posso non pensare a quell’inutilità irreversibile del tempo che mi risuona in mente, nei pomeriggi tristi.

C’è che con i confini, con le dogane, con le linee nette, con i limiti, non vado d’accordo.

C’è che il frazionamento che si fa dilatazione, funziona solo con Ulisse e la tartaruga.

Per me, le date, sono come post – it. Attimi codificati attaccati sul flusso indefinito del tempo.

Che, magari, dopo anni li rileggi. E dici ah, qui ero felice, qui ero innamorato, qui piangevo, qui prendevo a sassate uno stagno.

Ma queste son cose da maniaci del ricordo, come me.

Cose per quelli che nella soffitta della nostalgia ci vanno a scrivere e a guardare le stelle.

29
Dic
08

Il problema della notte

è la vita a fior di pelle.

Quella che ti dà i brividi alla schiena, che ti si raggruma nelle ruvidità da pelle d’oca.

La vita quella vera.

Fatta dalle cose vere che non si dicono a nessuno.

Chè avere il dubbio di non essere compresi è sempre meglio di averne la certezza.

26
Dic
08

Tra me e me

come allo specchio

mi concedo l’iridescenza del riflesso.

24
Dic
08

Ormai

Torno da un pasto rapido con mio padre. Una specie di aperitivo sui generis: gamberi e piccoli molluschi pastellati e una buona bottiglia di bianco.

Mio padre adora cucinare: è un teorico della fusione dei sapori, improntata al principio che debbano armonizzarsi tra loro, non tentare di sovrastarsi.

E’ un appassionato, un utopista. Un burbero, anche. Ed è per questa ragione che, fino a poco tempo fa, lo ignoravo del tutto come persona, ritenendolo troppo scontroso per misurarsi con la mia propensione alla lacrima facile.

Parla poco. Nel giro di due frasi smozzicate gli ho sentito ripetere più volte “ormai…” Continua a leggere ‘Ormai’

23
Dic
08

E’ di sicurezza

la voglia che ho e che vorrei non avere.

Ticchetta sulla spalla e ha il rumore della notte. Il fruscio perso del vento.

Non basta chiamare le mille me a raccolta, sentirle squittire nel vuoto pneumatico della mente assorta.

Di mille voci, una. Fatta di stralci, collage di sillabe, patchwork di dialoghi.

Una, e chiede certezze.

Elemosina argilla nella quale affondare le dita.

Spuntoni di roccia fragile ai quali arpionarsi.

Radici picchetti fondamenta binari

Immobile,

 al cospetto della sistematica smentita di ogni ovvia ovvietà.

22
Dic
08

Secondapersona

Scopri che certe cose ti fanno piangere. Non lo sapevi, eppure ora sei qui, col mascara colato in arabeschi irregolari sulle gote.

Cos’è? La sensazione di sentirti meno di niente o quella di aver conservato intatta tutta la fragilità dei tuoi 13 anni, ancora?

Tra il pensarci e il non pensarci passa il varco infinitesimale di un pensiero.

Tra l’usare e l’essere usati, tra l’essere oggetti o soggetti.

Ti vedi sul limitare, con la paura ansiosa di chi sta per saltare il parapetto e la prudenza codarda di chi si tiene bene alla ringhiera.

Pensi a tutte le volte che non ti si ascolta davvero. A quelle che pensavi di dominare e ti sei ritrovata miseramente dominata. A quelle che volevi smettere di giocare, scendere dalla giostra. Ma hai proseguito per inerzia.

Perchè ti scappa troppo da vivere. Continua a leggere ‘Secondapersona’

17
Dic
08

Dormire è un po’ come morire

Eccola.

Nel senso: eccola me. Quindi anche eccomi, volendo. C’è che ieri notte non riuscivo a dormire, come spesso (leggi pure: sempre) mi capita, e tra sigarette mai spente, ciarle con coinquilini ubriachi e rumorosi e pseudo – porno soft su Super3 (che di giorno trasmette essenzialmente cartoni animati) si son fatte le 6.

A quel punto ho dormivegliato fino alle 7, giusto per poter spegnere la sveglia e venire a patti con un’insistente coscienza che mi spronava ad alzarmi e andare all’università, per poi cadere in un sonno profondo.

Ne son venuta fuori quando mezzogiorno era passato da un pezzo. Sonnacchiosa, inconcludente, scivolosa.

Ho sonno ancora, e ne ho un po’ paura.

Quando dormo tanto, di solito, è per dimenticare.

Sto bene, eh.

Solo, non vorrei dimenticarlo che è da un pezzo che ho deciso di non dimenticare più.

17
Dic
08

C’è questo sogno c’ho fatto

c’eravamo io e te e il tempo non passava.

L’estate era estate per sempre e il tramonto non si tingeva mai di nero.

Le parole si prolungavano in eco affusolate e dagli abbracci non si scappava via.

Le candele non si consumavano, la polvere non si accumulava.

E non ci si stancava a raccontarsi l’un l’altro, a chiedersi perchè e a ripetersi il già detto.

Non c’era il dopo, ne il dopo dopo il dopo.

Non c’era la paura di non trovarcelo

il dopo dopo il dopo.




divago ergo sum

Sono Alessandra, bipede, femmina, respiro e poco altro. Sono Jaqueline, fumo Vogue alla menta e ho la "r franscese". Sono Miss, sono più vera del vero, o almeno ci provo. Sono IO, coerente all'incoerenza, e scusatemi se è poco.

Di Miss ti puoi Feed-are

Bookmark Miss Strong Ale

View my FriendFeed
Profilo Facebook di Alessandra Rotondo
Add to Technorati Favorites
Join My Community at MyBloglog!

Il Flickr di Miss

Assenze

La nuda verità

Nero

More Photos

 

Dicembre: 2008
L M M G V S D
« Nov   Gen »
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  

Blog Stats

  • 27,358 hits