Archivio per Gennaio 2009

30
Gen
09

Le macerie

delle emozioni passate,

e noi

come se a guardare

quasi si potesse ricostruire.

29
Gen
09

Male

che si aggroviglia e che si compatta.

Come un pugno di capelli lunghi e fradici nello scarico di un lavandino.

Che mentre sei lì, a tirarli fuori, combattuta tra la nausea e la determinazione, capita d’incontrarti occhi negli occhi con lo specchio.

E non sai se è paura, dolore o cosa, quello che vedi cercando di ignorarti.

09
Gen
09

PalestrHard

Ok. Ammetto di essere una di quelle sciagurate che in palestra va indossando la maglietta del RomeCamp (a mio avviso bellissima, ma, ahimè, collocabile qualche gradino sotto le manette di pelo di emù nella hit parade degli strumenti di seduzione).

Ammetto anche che un anabolizzato in canottiera e calzamaglia mi ispira meno sesso di un cavolfiore bollito e che il mio orgasmo ginnico lo raggiungo, tutt’al più, quando il lampeggiare intermittente della scritta “defaticamento” sul display della cyclette coincide con le morbide note conclusive di Don’t Stop Me Now, in cuffia.

Ammetto, infine, di essere una maliziosetta, una viziosetta e una scostumatina.

(Che questo mi valga da giustificazione per il mio stato di abbrutimento cosmico).

Ma, insomma!, alzino la mano quelli che tra voi non hanno, almeno una volta, fatto (per noia, per interesse o per burla) qualche pensieruccio sconcio guardando le natiche di queste eclettiche e scattanti cinquantenni strusciare sinuosamente (talvolta roteando, talaltra rimbalzando ritmicamente o ondeggiando sommesse) su questi palloncioni gonfi gonfi (mi manca, purtroppo, il termine tecnico) all’incalzare numerico (e un’, e du’, e tre, e qua’) di qualche gai(y?)ssimo istruttore.

Son robe da perderci il sonno, eh!

09
Gen
09

Prospettivismi

Battiti, sospiri, respiri.

Pensieri a fior di pelle.

Sensazioni pulsanti come vene ingorgate e fragili come bolle.

E poi?

Una manciata di chilometri. Lo sguardo guidato lontano dalla linea decisa della corsia. Bianca, netta, con l’unica prospettiva remota di un orizzonte inarrivabile quanto imponente.

E’ il gioco delle prospettive.

Vicino, lontano, enorme o minuto.

Importante da togliere il fiato o lieve e insinuante come un indice strusciato dentro l’incavo del gomito.

E nel fulcro pulsante dell’andare e del tornare, del sentire e dell’ignorare, del vivere e dello sfiorare

trovi me. Con gli occhi spalancati, i sensi tesi a cogliere tutto e il cervello attento ad immagazzinare ed archiviare ricordi.

Perchè l’importante, in fin dei conti, è avere qualche dozzina di buone storie da raccontarsi, da raccontare.

07
Gen
09

Anch’io ti voglio

Come porta-aerei, Benjamin.

Vuoi essere la mia porta-aerei?

Verrò a posarmi di tanto in tanto, per rifare il pieno di sensazioni.

 

Da “Il paradiso degli orchi”, Daniel Pennac

07
Gen
09

IO

non voglio prospettive.

Ma ho bisogno di tutta la forza spensierata

necessaria a sopportare il peso di non averne.

06
Gen
09

Un’amica

persa di vista per mesi.

Ma tanti, eh.

Incomprensioni, problemi, cambi di prospettiva. E, soprattutto, la mia sempiterna regola del chi mi ama mi segua.

Tentativi di telefonate distanti. Di spiegarsi quei perchè e quei per come assolutamente inspiegabili.

Poi, qualche ora fa, una clacsonata alla sua maniera.

Che, mi fai un caffè?

Ma certo!

E due vite ricominciano a raccontarsi, senza troppe domande alle quali non si sa (non si vuole?) rispondere.

Sei matta – mi fa – ma questo già lo sapevo!

Sei tornata – le faccio – ma questo mica me lo aspettavo…

Quella di non perdersi di vista, è una promessa troppo grossa per esser fatta senza incrociare le dita, appena dietro la schiena.

Ma il piacere morbido di stupirmi dei ritorni, beh, quello non me lo leva nessuno.

Continua a leggere ‘Un’amica’

06
Gen
09

Spigoli

Ce li avete presente gli spigoli?

Io sì.

Spigoli sono quelli che ti strappano i sogni nelle mattine buie, quelli che ti puntellano i piedi di gelo sotto al piumone.

Spigolosa è l’ansia che ti si attacca alla bocca dello stomaco e ti fa faticare a respirare e spigolose sono le nocche screpolate che sfregano le une contro le altre.

Spigolosa sono io: quando penso troppo prima di agire, quando mi perdo nel labirinto dei miei se, quando non ascolto e non scelgo la pelle. Sempre e comunque, la pelle.

Gli spigoli di sguardi ostili e di parole tra i denti. Gli spigoli delle recriminazioni, delle storie passate e di quel cieco voler spiegare che non è mai anche un voler capire.

Poi un bel giorno le rughe si spianano. La pelle perde la sua vischiosità, dispiegandosi in una sfoglia perfetta e oleosa, sulla quale lasciare che le percezioni scivolino in eterno.

Sì, sarà per motivi futili.

Ma il mondo diventa una bolla, e sulle bolle ti ci puoi strusciare e ti ci puoi specchiare. Con le bolle ci puoi giocare.

E allora mi rannicchio nel caldo buono della mia morbidezza, chè pure le clavicole sembrano smussate, stamattina.

Agli spigoli, ci penserò domani.

05
Gen
09

Il dramma sottile

di avvertire l’urgenza di scrivere

e aver perso tutte quante le parole.

 

Buonanotte

04
Gen
09

Rabbia notturna

Io sono piena di rabbia generica e violenta. La sento scorrermi sotto la pelle, ingrossarmi le vene del collo. La vedo che mi si disegna in smorfie cattive sul viso, che mi dilata le pupille e che mi batte a rag time nel petto.

E sto lì, che lavoro sulla razionalizzazione, che mi ripeto e ti ripeto le ragioni per cui non ce l’ho e non posso avercela con te. Ma oltre la soglia della lucidità, si disperdono mille mire cattive, meschine, subdole.

E la conoscono le mie mani la voglia che ho di farti male, di affondare le unghie nella carne e stringere fino alle lacrime.

E piangere, abbandonarsi a quegli scoppi tempestosi di singhiozzi, è solo mollare. Ammettere che il coraggio m’è passato, che l’impulso è stato deviato.

Che di tutto quel dolore resterà solo un rancore cupo e senza appello.

Silenzioso e persistente.

Strisciante, viscido, insinuante, come solo le cose peggiori sanno essere.




divago ergo sum

Sono Alessandra, bipede, femmina, respiro e poco altro. Sono Jaqueline, fumo Vogue alla menta e ho la "r franscese". Sono Miss, sono più vera del vero, o almeno ci provo. Sono IO, coerente all'incoerenza, e scusatemi se è poco.

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