Le macerie
delle emozioni passate, e noi come se a guardare quasi si potesse ricostruire.
delle emozioni passate, e noi come se a guardare quasi si potesse ricostruire.
che si aggroviglia e che si compatta. Come un pugno di capelli lunghi e fradici nello scarico di un lavandino. Che mentre sei lì, a tirarli fuori, combattuta tra la nausea e la determinazione, capita d’incontrarti occhi negli occhi con lo specchio. E non sai se è paura, dolore o cosa, quello che vedi cercando […]
Ok. Ammetto di essere una di quelle sciagurate che in palestra va indossando la maglietta del RomeCamp (a mio avviso bellissima, ma, ahimè, collocabile qualche gradino sotto le manette di pelo di emù nella hit parade degli strumenti di seduzione). Ammetto anche che un anabolizzato in canottiera e calzamaglia mi ispira meno sesso di un cavolfiore bollito […]
Battiti, sospiri, respiri. Pensieri a fior di pelle. Sensazioni pulsanti come vene ingorgate e fragili come bolle. E poi? Una manciata di chilometri. Lo sguardo guidato lontano dalla linea decisa della corsia. Bianca, netta, con l’unica prospettiva remota di un orizzonte inarrivabile quanto imponente. E’ il gioco delle prospettive. Vicino, lontano, enorme o minuto. Importante da togliere […]
Come porta-aerei, Benjamin. Vuoi essere la mia porta-aerei? Verrò a posarmi di tanto in tanto, per rifare il pieno di sensazioni. Da “Il paradiso degli orchi”, Daniel Pennac