Archivio per Maggio 2009

30
Mag
09

Faccio le valigie

Non -Ah- oppure -Mi dispiace- o un silenzio, un singhiozzo, una lacrima.

Ho detto proprio così -Faccio le valigie- e ho iniziato a farle, come quelli nei film, che le riempiono con cose alla rinfusa.

Ciao nonna.

 Statti bene, riposa in pace. Suppongo si dica così.

30
Mag
09

L’incavo del gomito

L’antro onesto dei brividi, quelli che puoi raccontare.

Ti tengo lì, in superficie, nascosto appena dal braccio che si inarca per cullare.

Per abbracciare, per chiudere.

Per trattenere.

Ti faccio onesto, a fior di pelle, ti mostro alla luce del sole, lasciandoti guardare.

Ti tengo a  sfiorarci lì, dove non ci si può vergognare.

29
Mag
09

Scarpe – poesia erotica #5 di Natzuka Kawaii

Miss legge Scarpe - poesia erotica #5 di Natzuka Kawaii

[http://www.vimeo.com/4902528]

Ok, è una sciocchezzuola. Giusto una cosa per farsi quattro risate.

Però, farmi quattro risate con la Natzuka a me piace proprio, perchè è una di quelle persone che ti fanno capire che il web  è un bel posto.

Che la vita è un bel posto.

27
Mag
09

E ora

… … … …

soffiami

… … …

 sul

… …

 collo

[Il caldo mi toglie i pensieri e mi prosciuga le emozioni. Restano idee scomposte, desideri minimi,  sensazioni cellulari.]
25
Mag
09

Leggendo

non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma. Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra – che già viviamo – e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi.

Cesare Pavese - Il mestiere di vivere

3 dicembre 1938

22
Mag
09

Numero 21

Ho una grande passione per il numero sette, tre gatti e due cani. Una migliore amica e meno di dieci persone delle quali mi fido davvero. Ho avuto tre storie abbastanza importanti e sono stata innamorata una volta e mezza, forse due. Di tutto il resto non porto il conto. L’amore mi piace farlo almeno due volte. La seconda, lentamente. Al telefono rispondo dopo tre squilli, per sincerarmi delle intenzioni di chi sta chiamando. Prima di parlare conto fino a zero. Ho un paio di sogni belli grossi, ma mi perdo costantemente dietro a quelli minori. Ho un pianoforte che alle mie dieci dita manca più che mai ogni giorno che passa. Ho una clessidra tatuata sul polso e una rosa dei venti che segna il sud, sul piede. Ho due genitori e un grosso rammarico perchè non sono mai riuscita a comunicarci. Ho un cuore ingombrante e un ego perplesso, mille maschere tra le quali mi confondo e uno specchio che mi ricorda chi sono. Ho un prepotente bisogno d’attenzione e una cinquantina di nei disseminati sul corpo. Ho due piedi e due mani sorprendentemente piccoli. Ho un profilo migliore e un profilo peggiore, troppi ricordi e una seconda chance da offrire, sempre in tasca. Una volta ho perdonato, e non me ne sono pentita. Una volta ho perdonato, e me ne sono pentita. Avrò ricommesso lo stesso errore per cento volte e passa. Ma sempre con l’entusiasmo della prima, e scusatemi se è poco. Ho una colonna sonora esistenziale di trecentoventisette tracce. Un colpo di fulmine, all’attivo. Anche se preferisco le scariche elettriche lente e insinuanti, lungo la schiena. Mi chiedo sempre quante persone mi vogliano bene davvero. D’altrone, ho ben tre definizioni per la parola bene.

Ho ventuno anni, ora.

Fino a poco fa ne avevo venti.

Un‘ingombrante ossessione per il tempo che passa e un‘imbarazzante voglia di sbronzarmi di vita.

Untitled 186

18
Mag
09

I teoremi di Mister

Tra il vaffanculo e il mi manchi devi lasciar passare un tempo strategico. Se il mi manchi segue a ruota il vaffanculo, ne vanifica irrimediabilmente l’effetto; se lo segue di troppo, non riesce a cancellarne l’impatto devastante.

Il mi manchi va collocato in quella terra di mezzo che è la percezione dell’assenza, la nostalgia: abbastanza lontano da permettere al vaffanculo di produrre i suoi effetti educativi, ma mai troppo, in modo da non perdere il suo potenziale riparatore.

Se al mi manchi, invece, sostituisci il te la do senza discutere, puoi ignorare serenamente ogni variabile e limite spazio-tamporale.

[Mister è uno di quegli ex diventati tali per direttissima. Meno di un ex, o forse molto di più, come spesso ci troviamo a convenire, considerando che è un ex di professione, che nasce tale. Qualche sera capita di parlare, qualche sera capita che gli racconto di me. Fa finta di rimanerci male, quando gli racconto degli  altri, dell'altro. Suppongo che lo faccia per compiacermi. Potrei iniziare una rubrica con i suoi pensieri/consigli/ frammenti. Tanto, per il momento, è troppo pigro e troppo saggio per leggere questo blog.]
16
Mag
09

Si sta meglio senza te

Io senza di te sto meglio.

E non lo dico per convincermi o perchè il mio motivatore così m’ha fatto credere.

Io senza di te sto proprio meglio.

Ho la pelle più liscia e dormo di più, sorrido più spesso, sono più gentile e la mattina mi sveglio pensando alla Primavera. Sto meglio da quando non ho più l’affanno di dover misurare le parole, da quando non moltiplico più i miei problemi mischiandoli con i tuoi. Sto meglio a sentire il cuore vuoto e aperto, i sensi tesi e gli occhi che ricominciano ad ammiccare al mondo.

Sto meglio da quando ho ripreso a voler piacere e a sentirmi piacere. Sto meglio da quando, timidamente, mi si è affacciata l’idea che tu non fossi poi così tanto unico e speciale, da quando riesco a fare la conta dei tuoi difetti e delle tue meschinità, dei tuoi egoismi e delle tue inadeguatezze.

Sto meglio da quando ti vedo per quello che sei, nè meglio, nè peggio. Ma sconcertantemente normale.

Perchè senza maschere e senza trucco siamo tutti normali. Insignificanti. Anonimi.

Perchè dietro le quinte ci dobbiamo rassegnare a ciò che siamo, dismettendo il fantasma logoro di quello che interpretiamo.

E io senza di te sto normale. Non questa gran cosa, ma, insomma! sto meglio. Ricomincio a respirare.

E non c’avevo mai pensato, non me n’ero mai accorta, non me l’avevano mai detto, non c’avevo mai creduto che togliendo  la testa da sotto l’acqua si potesse ricominciare a sentire, a vivere, a provare.

15
Mag
09

Se mi piace un uomo gay sono lesbica?

No.

Sei sfigata.

[Mi sento in dovere di rispondere all'anima candida che è arrivata sul mio blog googlando l'appassionante interrogativo di  cui sopra.]
14
Mag
09

L’equilibrio è un miracolo

Per un momento io lascio la vita sospesa negli angoli,
e mi abbandono all’umana paura di essere liberi…

[La memoria è un tentazione forte.

Il ricordo, una tortura lieve.]




divago ergo sum

Sono Alessandra, bipede, femmina, respiro e poco altro. Sono Jaqueline, fumo Vogue alla menta e ho la "r franscese". Sono Miss, sono più vera del vero, o almeno ci provo. Sono IO, coerente all'incoerenza, e scusatemi se è poco.

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