Archivio per Giugno 2009

29
Giu
09

Trust me

Trust in me baby, trust in me baby

 Trust in my love, in my heart

 Keep the faith, baby, keep the faith in me, dear, in my love

 Don’t turn your face away from me, dear, oh you leave a lost girl

 Oh, don’t turn your love away, no no no no no no no

 You gotta believe in me, baby, yeah, trust me dear, oh…

[Ho l'impressione che il Rhum & Cola mi renda una Persona Pessima. Ad ogni modo, stanotte va così.
Ah, tanto per farvelo sapere: trovo che quando lei dice dammi tempo, dammi tempo, giusto un altro po' di tempo, sia decisamente struggente.]
27
Giu
09

Autorevoli mediocrità

Più sono mediocri, più condannano la mediocrità altrui.

Più sono mediocri, più li sentirai dire -C’è di meglio!- -Tutto qua?- -Io non mi accontento!-

Più sono mediocri, più si protenderanno nella ricerca ottusa e senza scopo dell’altrui perfezione. Pronti a stigmatizzare ogni errore, a deridere ogni passo falso.

Come se saper riconoscere il meglio (presunto tale: un meglio patinato e per sentito dire) li rendesse migliori, meno meschini e insignificanti.

Non diventi più sagace se sbandieri l’altrui stupidità, nè più bello se, da grande critico, mostri di vedere l’altui bruttezza.

Sarai solo un po’ più misero, più mediocre e insignificante.

Sarai solo uno dei tanti che raschia le incrostazioni di questa realtà nauseante.

Sarai solo uno. Uno in più.

Un numero indefinito tra il milione e il miliardo.

26
Giu
09

Tapas, flamenco e granculo

Ieri sera, incoraggiati dalla armonicasolar (che, per inciso, era una granfiga) io ed altraggente (La Fujiko, ezekiel, Nemo-che-non-regge-l’alcool, Signora Maria & Consorte, Smeerch-che-è-astemio) siamo andati alla festa di chiusura dell’anno accademico dell’istituto Cervantes di Roma. Attirati come crotali assassini dalla promessa di alcool & cibo, abbiamo fatto la nostra consueta caciara, importunando più o meno manifestamente tutti i presenti e mettendo in imbarazzo la (pazientissima) armonicasolar.

D’un tratto il cielo s’è illuminato  a giorno, e, ospitati su crocchi dorati, sono scesi dall’alto i festanti cori angelici e un po’ di Buddah e Allah misti e hanno annunciato che la Miss (che nel frattempo sbevazzava con l’allegra combriccola dietro al palco) aveva vinto un corso intensivo all-inclusive di spagnolo, per due persone, dal 23 al 28 Agosto, in quel di Comillas, che si trova dalle parti di Santander e-c’ha-pure-il-mare.

La Miss è rimasta felice et sgomenta per tutto il resto della serata.

Poi hanno messo su Los Locos, e l’ultima cosa che la Miss ricorda e che lei e l’allegra combriccola si sono accomiatati dalla festosa cornice ispanica ballando sulle note di YMCA (sì, proprio facendo le letterine con le braccia).

Questo è quanto.

Coloro i quali volessero candidarsi come compagni di viaggio della Miss sono pregati di inoltrare il CV all’indirizzo alessandrarot[chiocciolina]gmail[punto]com e versare millemila milioni di euro sul CC XXX-BUBU-PATATECIPOLLE-MANCHENO.

Sarete ricontattati tempestivamente dallo staff della Miss (composto da neurone-superstite, marmotta-che-incarta-la-cioccolata e vitello-dai-piedi-di-balsa).

Ossequi,

Miss

25
Giu
09

Essemmesse

- C’ho voglia…

25/06/2009 – 01:16

***

- Di che?

25/06/2009 – 01:17

[Certe cose mi lasciano perplessa.]
24
Giu
09

Signora a ’ssoreta

A mamma, fai passare la signora!

una cosa biondiccia al suo pargolo diabolico
[Miss al supermercato.
Oltremodo scazzata.]
19
Giu
09

Giornate orizzontali

giornate orizzontali

[Certi giorni non ce la faccio.
Non ce la faccio a camminare, a vestirmi, a pettinarmi, ad occupare una mia postazione nello spazio verticale.
Certi giorni si consumano così, avvolti nell'arancione chimico di una nottata strana.]
17
Giu
09

Che stupidi che siamo

quanti inviti respinti, quante parole non dette, quanti sguardi non ricambiati. A volte la vita ci scorre davanti e noi non ce ne accorgiamo nemmeno.

al bicchiere che non si è rotto

[Al bicchiere che non si è rotto di .M²]

[Con un solo tipo di ricordi, fino ad ora, son riuscita a fare la pace.
Quelli morti, spenti, consumati, estinti.
Privi di corpo, privi d'animo. Spettri silenziosi. Cimeli impolverati.
La memoria è una sottile lastra di ghiaccio sul baratro del passato. E a me non piacciono i passi ballerini.
Sui miei ricordi devo poter saltare, correre, picchiare duro con un bastone.
Dei miei ricordi voglio poter parlare. Voglio che siano stanze inondate di luce, coperte lasciate fuori ad arieggiare. Scritte a lettere cubitali.
Io i miei ricordi non li voglio temere.
Voglio vivere,
non mi voglio rifugiare.]
16
Giu
09

Social outing

Io avevo un profilo su Badoo.

E’ stato talmente tanto tempo fa, che non ricordavo di avere un profilo su Badoo.

Oggi ho cancellato il mio profilo da Badoo.

Minchia! C’ho anche conosciuto-uno su Badoo.

Uno che, ora che mi son ricordata di avere un profilo su Badoo e di averci conosciuto-uno su Badoo, mi chiedo che ci facesse, lui, su Badoo.

E mi chiedo pure che ci facessi io.

E col cazzo che ve lo dico chi è.

Ah, Badoo è un posto dimmerda, eh.

13
Giu
09

Quasi Picasso

Di lui collezionavo dettagli. Ricordavo tutto, incasellavo, meticolosa, ogni sillaba, ogni stralcio di mondo, di racconto, di vissuto.

Stavo lì, in silenzio, e ascoltavo il flusso discontinuo delle parole. Parole forzate, talvolta, dette nella debolezza transitoria di un sospiro, di un ricordo un po’ più ingombrante. Parole approssimate non fatte per esser conservate, piuttosto per sfuggire, per riempire lo spazio breve di un silenzio e fluire via.

Le sue parole erano farfalle che andavano ad incastrarsi nel retino della mia memoria. Le guardavo dibattersi con le alucce delicate, stancarsi poco a poco fino a rimanere immobili, con le ali giunte, perfettamente combacianti. Non mi piaceva appuntarle con grossi spilloni: preferivo lasciarle così, sospese e quiescenti, pronte a risvegliarsi al primo alito di vento. Sentirle mouoversi, vorticose e scomposte, mi spezzava il respiro ogni volta, ad ogni giro di ricordi.

Non collezionavo solo le parole, di lui. Dalla mia ottusa postazione di silenzio (non domandavo, non mi informavo, preferivo scoprire da sola, con cautela e circospezione) ero bramosa di dettagli, di schegge: la lunghezza delle dita, il sapore della pelle, certe strane e fugaci espressioni del volto. Il puzzle lo completavo io, a forza di supposizioni.

E così venivi fuori, emergevi dalle mie farneticazioni e dalle mie istantanee: zombie emozionale, riflesso distorto, folle picasso sconclusionato. Accozzaglia di dettagli e colori, orecchi, nasi, brandelli di pelle e sensazioni.

Mai avrei osato chiedere: mi accontentavo di quello che lasciavi capire. Forma estrema di rispetto e di paura, la mia. Quando restavo sopraffatta dalla brama e dall’insoddisfazione, rimanevo zitta, immobile, a confortare quel dolore solo e soltanto mio, che nemmeno ti chiedevo di sentire.

Talvolta sospettavo che soffrissi della mia stessa malattia: la smania di restare in superficie di chi troppe volte ha sbattuto contro il fondo, perso nel suo slancio sincero e senza protezioni. D’altronde non potevo saperlo, i tuoi silenzi rozzi erano come fondi di caffè: si coloravano di problematicità e di strafottenza, di sensibilità e di disinteresse a seconda dei giorni, del mio umore e della mia voglia di leggerci dentro.

Non accettavo, supina, tutte le tue decisioni. Ma  non sapevo oppormi alle indecisioni.  Non ho mai saputo recitarle quelle frasi da film: -Questa sono io e quella è la porta!-. Io mettevo in conto sempre la terza ipotesi: quella della finestra aperta sul retro, anche durante la notte.

Il mio punto di vista, una volta solido e incorruttibile, ora si faceva di creta fresca da modellare sul tuo.

Eppure non ero schiava di quello che, ora, non chiamerei neppure sentimento. Sceglievo, io.

Sceglievo ogni volta. Sceglievo dolorosamente. Affrontavo il travaglio interminabile dell’incertezza e il parto della decisione.

Sceglievo con convinzione.

Sceglievo con motivazione.

E, oltre ogni determinismo, 

sceglievo sempre te.

13
Giu
09

Collettivovoci

Collettivovoci è un bellissimo Tumblr nel quale si collezionano post letti dagli stessi autori o da altri utenti.

E’ un bell’esperimento, soprattutto perchè la ri-lettura regala ai testi accenti di colore sempre nuovi. Li reinventa di volta in volta senza, in fondo, snaturarli.

Ci sono finita anch’io su Collettivovoci, o meglio, c’è finito un mio post perchè capitano mi ha fatto il graditissimo regalo di dargli voce, di leggerlo.

Vi lascio alla sua interpretazione, che ha stupito (e, ammetto, compiaciuto) anche e soprattutto me!

Grazie ancora :)




divago ergo sum

Sono Alessandra, bipede, femmina, respiro e poco altro. Sono Jaqueline, fumo Vogue alla menta e ho la "r franscese". Sono Miss, sono più vera del vero, o almeno ci provo. Sono IO, coerente all'incoerenza, e scusatemi se è poco.

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