Non ce la posso fare.
Fa un caldo boia e l’unico rito che mi dà sollievo e quello della doccia.
Mi ci ficco sotto mezza vestita, tanta è la foga di sentire l’acqua fredda. Una doccia senza criterio: senza scrub e senza bagnoschiuma alle mandorle dolci.
Poi ogni tanto mi ricordo che sono approssimativamente femmina, e allora faccio alcune di quelle cose gratificanti e inutili, tanto care al gentil sesso, collocabili nell’ampia categoria del “prendersi cura di sè”.
Pigliamo la crema idratante, ad esempio.
Esci dalla doccia e già senti il caldo umido di questa Roma che non perdona aggredirti bastardamente da sopra l’accappatoio.
Però tu devi passarti la crema idratante.
Ha una consistenza collosa e pastosa, un odore mediamente nauseabondo e ti tapperà i pori ad uno ad uno, costringendoti a sudare dalle orecchie.
Ma tu devi passarti la crema idratante.
E già che ci sei, se nel mentre ti si chiede -Che stai facendo?- tu, vittima di una filmografia ammiccante di basso livello, lo dirai pure -Mi sto spalmando l’idratante…- e se ti va di lusso ci rimedierai anche un -Mmm…l’idratante…-
Orbene, lucidità! vi prego.
Dopo una mano del suddetto idratante, appiccicaticcia e lucida come sarò, in bilico sulla sponda del letto per non sporcare le lenzuola e untuosa come un tacchino il giorno del Ringraziamento, a me al massimo mi si potrà impanare e poi friggere.
Tipo melenzana, che poi ci puoi fare la Parmiggiana.














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