Archive | settembre 2009

e allora

finisce che respiro più forte e butto giù.

Aria e dolore.

Ogni volta che non riesco (non voglio?) domandare per le risposte che già so.

Fuori sincrono

E comunque la mia, di voglia, sta ancora tutta qua.

[...e l'autunno è una sciocca convenzione sociale.]

La passione secondo Thérèse

-Lo ami, lo ami… come fai a sapere che lo ami, Thérèse?
-Perché non posso leggere in lui. Non ci vedo attraverso. Vedo solo lui.

La passione secondo Thérèse,

Daniel Pennac

[Come se gli occhi si rifiutassero di andare oltre, sì.]

Confessioni preventive

E comunque io non ho mai smesso di.

[Non sia mai dovessi chiederlo]

Perpetuo presente

Vorrei che le persone che amo non avessero passato e non avessero futuro.

Le vorrei impegnate in un perpetuo presente che ha me come inizio e come fine.

E’ che io nella scatola dei ricordi non voglio finirci, perchè già lo so, lo so già che la mia foto scolorirebbe per prima, che il suono della mia voce si farebbe dimenticare con più facilità, che i lineamenti del mio viso finirebbero prima in dissolvenza.

Coi ricordi non so competere,

e allora voglio essere presente.

Un eterno presente.

Cuori singoli

Io non ho tanto amore.

Forse ho un cuore piccolo, un cuore monoposto, come le brande da campeggio che ti muovi un po’ e già sei con le braccia penzoloni e i piedi che sconfinano.

Un cuore monolocale, dove, per guadagnare spazio, devi giocare di incastri, di formule salvaspazio e di soppalchi. Un cuore da arredare da Ikea, insomma.

Ce le ho sempre tenute un po’ rannicchiate, le persone. Meglio se sedute, attente a non sbattere la testa contro il soffitto, caute nei movimenti. Mai più di una per volta.

Ho poco amore e il cuore piccolo, allora tocca fare i turni.

-Venerdì dalle 16 alle 17 le va bene? Altrimenti se ne parla  la settimana prossima-

Ho poco amore, ho il cuore piccolo e ne ho solo uno. E allora, per favore, lascia le chiavi, quando esci.

Sì, sotto al tappeto va bene.

No, non le puoi tenere e darmele poi.

No, non puoi ripassare a prendere la tua roba, portala via ora.

Sì, tutto.

Anche la chitarra, per carità.

Ginocchia cedevoli

Ho bisogno di forza per dirti la verità.

E non perchè la verità sia brutta o scomoda o spiacevole o dolorosa.

Perchè è vera,

e  col vero non si scherza.

Duevoci

-Ma tu ci pensi mai a tutto questo amore sprecato?

-No.

-Meglio.

[Duevoci.
 Duevoci che qualche volta si capiscono, spesso si anticipano.
Stancamente si ascoltano.
Giocano a sopraffarsi.
Stanno zitte assieme.
Due voci,
nient'altro.]

Scusate, ma io ci farei un post

L’amico di turno ti piazza un live di Figlio di un cane del Liga.
E non importa se ora ti fa cagare: torni sistematicamente ad avere 14 anni, col tuo pericolosamente maggiorenne ragazzo dell’epoca. E il San Paolo che esplode in un urlo, e il “vado a dormire da un’amica” detto al telefono alla mamma, e i brividi, e.
 
[Se non altro, FriendFeed ti aiuta ad immortalare certe sensazioni.]

Certe canzoni

ti fanno sentire sempre un po’ innamorata.

[Tuo malgrado]
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