Le conseguenze dell’amore

L’amore, nel prender commiato, ha una pessima abitudine: quella di assegnare le condanne, di monetizzare le colpe, di quantificare i sentimenti.

Ci mettiamo lì col bilancino del cuore a pensare a quello che abbiamo dato e a quello che abbiamo ricevuto.

Vorremmo inventarci una legge dei giusti compensi, del minimo sindacale, della buonuscita per fine rapporto.

Vorremmo risposte e spiegazioni razionali, vorremmo riprenderci le attenzioni in eccesso, farci restituire le carezze, i caffè del mattino, i silenzi preoccupati e le attese strazianti.

Ognuno sarà convinto di aver investito di più, di essersi messo maggiormente in gioco, di aver mediato con se stesso e di aver amato fino a star male, fino a smettere di respirare.

Ma i brividi fanno parte di quella categoria di beni che trovano in se stessi il proprio compenso, e i baci dati, l’amore fatto, le lenzuola carezzate e la biancheria recuperata sotto i divani, non solo non può esser restituita, ma ha anche una pienezza tutta sua, un suo senso maledetto e profondo. Una bellezza intrinseca e contemplativa che punta dritto dritto al ricordo. Quello che si materializza come brivido lungo la schiena.

Come sorriso senza un perchè.

Se proprio volete saperlo, penso che non dobbiate rammaricarvi mai per tutto il cuore che c’avete messo.

E’ sempre lì, è sempre il vostro.

Solo un po’ più gonfio, più logoro.

Più meravigliosamente vissuto.

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A tratti respiro e spesso mi guardo attorno. C'è forse altro da dire?

10 Responses to “Le conseguenze dell’amore”

  1. tandream says :

    Non sono le persone che abbiamo amato a farci male, ma forse è il pensiero dell’amore che ci fa male.
    C’è un concetto sbagliato dell’amore nella mente dei più, un concetto romantico che nella realtà non esiste (anche se è il mio stesso concetto di amore, inculcatomi forse negli anni ’80 forse gli anni più romantici).

  2. claire says :

    bello, davvero. non mi pento mai di quello che ci ho messo, anche se è finito era, comunque, amore

  3. occhidaorientale says :

    questo post (bellissimo ca va sans dire) mi ricorda (per contrasto) un po’ quello mio di ieri… :)

  4. chiagia says :

    bello

  5. MissStrongAle says :

    @occhidaoorientale Beccata! ;) E’ stato sicuramente ispirato dal tuo post, che condivido del tutto. Solo che poi ho pensato che c’è, deve esserci qualcosa che rimane, che sopravvive, qualcosa in nome del quale conservare splendidi ricordi… :) :*

    @claire Grazie cara! Fai benissimo :)

    @tandream Il romanticismo forse è una costruzione, hai ragione. Ma è una di quelle costruzioni che ritengo irrinunciabili, e che mi sento addosso come una seconda pelle. Ciao! :)

    @chigia Gentilissimo, grazie :)

  6. tartetatin says :

    Da quel film bellissimo e intenso che è stato appunto “Le conseguenze dell’amore” ricordo i silenzi, il tempo sospeso e lo srotolare di un foglietto di carta un attimo prima…di affogare (nei ricordi,nei rimpianti, nel..”dopo”)dello straordinare e impassibile Toni Servillo:”mai sottovalutare le conseguenze dell’amore”..
    Ecco.
    A qualsiasi età l’amore c’è.
    tartetatin

  7. mich says :

    l’amore necessità l’abbandono di qualsivoglia interesse personale (cit.): non ha nulla ha che fare con il romanticismo, nato dalla mente del poeta per attentare più facilmente alle sottane femminili, sviluppato negli anni ’80 in cui la comunicazione è stata invasa dal potere commerciale, svacantendone il significato di conseguenza.
    il romanticismo serve a vendere i baci perugina, è solo una truffa:
    in realtà l’amore, o meglio l’innamoramento, è da sfuggire come la peste, rende l’Uomo, aldilà del genere, una bestia: vile, miscredente, debole, insicuro, stupido. peggio ancora egoista nei casi più deviati.
    come già detto è solo quando si eclissa se stessi che si può parlare di amore.

  8. blubbo says :

    per me le cose dovrebbero finire così come sono iniziate: senza traumi

  9. tandream says :

    Le cose iniziano sempre anch’esse con dei “traumi”… di tipo diverso magari, piacevoli, ma pur sempre traumi! ;-)

  10. fabrizio says :

    Salve,forse qualcuno mi potrebbe aiutare: sapreste dirmi il titolo della musica nella scena del film “Le conseguenze dell’amore” in cui Titta, il protagonista, si prende l’eroina e tutto si capovolge?

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