C’è qualcosa che ho capito tra il concerto di Brunori sas, l’ottantotto che passa dentro Villa Borghese di notte e il desiderio improvviso di frozen yogurt.
C’è qualcosa che ho capito dando un occhio svogliato ma necessario ai social network, prima anche solo di pensare di fare qualcos’altro.
C’è qualcosa che ho capito tante volte.
Che voglio tirarmi fuori dai rapporti dove non sono per gli altri quello che gli altri sono per me.
C’è qualcosa che ho capito. Che se devo confondermi tra le moine e le foto sbiadite di altre come me che non sono io, voglio scomparire.
Non per un morettiano tentativo di farmi notare più se non vengo.
Ma per un bisogno estremo quanto inutile di reciprocità.
Di chiarezza sentimentale.
C’è qualcosa che ho capito e che non vorrei capire oltre.
Perché la felicità è non capire.
Ma se devo far finta di non capire, sarà solo fare finta di essere felici.
[E la conosci questa sensazione/questo senso di vuoto senza una ragione.]







0 Risposte a “Un mercoledì notte”