Archive | 2 dicembre 2011

coinquiliniche ninne

(Interno 11, odore di soffritto e di panni stesi, circa l’una di notte. Lei rientra vagamente affaticata. Quando fa le scale da sola le vengono i pensieri. Anche se le fa di corsa. E menomale che abita al primo piano. Occhio ai social network mentre si sfila i camperos con sommo disagio. All’ingresso, sul Divano. Infastidendo Un Coinquilino.)

- Uh, Firenze (canzone triste), ascolta, è bellissima… Poi, me la cantava mia madre, da piccola, per farmi addormentare…oddio che botta… - lei parla, sempre troppo – …oddio, oddio, poi io chiedevo sempre chi fosse questo Barbarossa e lei mi raccontava che era mio padre, che, ora è decisamente biondiccio, l’hai visto, ma da giovane aveva la barbetta rossa…carino…le lentiggini…infatti anch’io…bella…oddio che botta…poi…poi è una canzone bellissima perché c’è quest’equivoco irrisolto, questa confusione tra l’amore per un’ipotetica sfumatissima donna e quello reale, doloroso, attuale…per la città…capì? bella proprio… - larghi sorrisi.

- Ah. Uh. No, non conoscevo. Uh, moscia. Uh, ecco vedi, uh, una canzone con una trama, con una storia… – ma che, me stai a percula’? – a me mio padre mi cantava E ti tirano le pietre

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