Quel tipo di Casertano
che ti chiede sempre: stai ancòra a Roma? e nell’indugiare indolenzito su quell’avverbio di tempo che se solo sposti l’accento diventa un’àncora, avverbio d’immobilità, te lo lascia proprio capire che tu, per lui, hai mancato il centro del mondo di centocinquanta loungissimi chilometri. [Rait nàu. Mò mò.]