Archivio per la categoria 'I teoremi di Mister'

13
Set
09

Duevoci

-Ma tu ci pensi mai a tutto questo amore sprecato?

-No.

-Meglio.

[Duevoci.
 Duevoci che qualche volta si capiscono, spesso si anticipano.
Stancamente si ascoltano.
Giocano a sopraffarsi.
Stanno zitte assieme.
Due voci,
nient'altro.]
07
Lug
09

Messaggi subliminali

Sono tornato single.

Che fai?

07/07/’09 ore 20:44

Suppongo che la prima parte dello sms dovesse avere più o meno la funzione dei microfotogrammi con le lattine di Coca Cola, durante la proiezioni dei film, al cinema.

Quella di farti venire sete.

Ecco, non ho mai creduto nella pubblicità occulta.

18
Mag
09

I teoremi di Mister

Tra il vaffanculo e il mi manchi devi lasciar passare un tempo strategico. Se il mi manchi segue a ruota il vaffanculo, ne vanifica irrimediabilmente l’effetto; se lo segue di troppo, non riesce a cancellarne l’impatto devastante.

Il mi manchi va collocato in quella terra di mezzo che è la percezione dell’assenza, la nostalgia: abbastanza lontano da permettere al vaffanculo di produrre i suoi effetti educativi, ma mai troppo, in modo da non perdere il suo potenziale riparatore.

Se al mi manchi, invece, sostituisci il te la do senza discutere, puoi ignorare serenamente ogni variabile e limite spazio-tamporale.

[Mister è uno di quegli ex diventati tali per direttissima. Meno di un ex, o forse molto di più, come spesso ci troviamo a convenire, considerando che è un ex di professione, che nasce tale. Qualche sera capita di parlare, qualche sera capita che gli racconto di me. Fa finta di rimanerci male, quando gli racconto degli  altri, dell'altro. Suppongo che lo faccia per compiacermi. Potrei iniziare una rubrica con i suoi pensieri/consigli/ frammenti. Tanto, per il momento, è troppo pigro e troppo saggio per leggere questo blog.]
06
Mag
09

Siparietti

Mister: -Ti manco?-

Miss: -Non esattamente tu-

Mister: -Ah-

(Certi rapporti possono permettersi di essere sinceri, soprattutto quando non si teme, in alcun modo, di ferire l’altro. Soprattutto quando non c’è nulla da recuperare, nulla per cui lottare, niente da salvare o da voler dimostrare.
Ed è quasi piacevole.)
08
Apr
09

Normalità

Ci siamo fatti un paio di birrozze, ci siam mangiati lo sformato guardando Il secondo tragico Fantozzi, ne abbiamo sviscerato tutti gli aspetti sociologici possibili e immaginabili (a noi ci piace così), con tanto di puntatina svelta a Svevo e Čechov. Poi è arrivato l’inaspettato SMiSter* della buonanotte con tanto di mi-manchi-tanto-puccipucci-e-bla-bla-bla, ha seguito il lavaggio-dentini e il cicchetto (oh, sorry: lo shottino) di Listerine (chè se non ne butto giù almeno metà pare che non sono soddisfatta) e il simultaneo pensiero di seconda fila riassumibile nella considerazione che con i mi-manchi-tanto-puccipucci di Mister puoi anche incartarci il pesce (giusto per essere eleganti). Una sprimacciata al cuscino, un libro a portata di mano per l’insonnia, buonanotte coinquilini, buonanotte Miss, la pungente consapevolezza che addormentarsi non sarà semplice (non lo è mai). Una rilettura svelta dell’essemmesse, chè i buonanotte-puccipucci di Mister hanno sempre una loro grazia stilistica. Buonanotte Mister, buonanotte anche a te. La confusione di un letto sempre troppo vuoto o troppo pieno. Mai il giusto. Un paio di pensieri smessi, di quelli che tornano solo di notte.

Mezz’ora di normalità, insomma. Normalità che tanto spesso pare far rima con banalità.

Mezz’ora di normalità, e un pensiero più o meno colpevole a chi la vorrebbe, ora, questa normalità.

E allora sì, senza paura, quel “tà” finale, con la sua bella prosodia accesa, rima pure con felicità o, almeno, con tranquillità.

E’ solo che si è sempre troppo presi da altro, per accorgersene.

 

*Lo SMiSter è un particolare tipo di essemmesse inviato con frequenza variabile da quel predatore notturno che è Mister. Di solito si tratta di un messaggio sdolcinato e poco contestualizzato, che può seguire violente litigate come mesi di silenzio. Lo SMiSter, ormai, non desta nella Miss alcun tipo di sentimento, se non un sorriso quieto e senza pretese.



divago ergo sum

Sono Alessandra, bipede, femmina, respiro e poco altro. Sono Jaqueline, fumo Vogue alla menta e ho la "r franscese". Sono Miss, sono più vera del vero, o almeno ci provo. Sono IO, coerente all'incoerenza, e scusatemi se è poco.

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