Born to be a stronza
Se c’è una cosa che mi urta ancora di più del fatto che questi anni stiano passando in fretta senza dare respiro e senza concedere il tempo per fermarsi un attimo a pisciare e a vivere, è che sto diventando stronza.
Vecchia, scazzata e pure stronza.
Sono peggio del cane di Pavlov
Suono dell’Essemmesse ——–> Botta di Tachicardia
Stimolo, risposta.
Così, senza mezzi termini.
[Essere stati adolescenti è una brutta bestia.
Essersi beccati in pieno il treno in corsa dei patemi cellulari è una brutta bestia.
Preparare l'esame di Sociologia della Comunicazione e avere la tachicardia come riflesso condizionato al bip-bip è una brutta bestia.
D'altronde, io sono una brutta bestia.]
Avis in Luiss
Domani, Martedì 7 Aprile 2009 dalle ore 8:00 alle ore 11:00, sarà possibile effettuare donazioni di sangue presso la sede della Luiss Guido Carli di Roma, in Viale Romania n°32.
Ad occuparsi dei prelievi ci saranno addetti Avis, può donare chiunque: basta essere digiuni, avere un peso corporeo di più di 50 kg e essere in buono stato di salute. Non occorre essere donatori abituali.
Donare sangue è un segno di civiltà.
L’insostenibile grigiore dell’esserci
Nutro fastidio per questo microcosmo stupido nel quale sto imprigionando i miei anni migliori. Quest’universo caleidoscopico nel quale si antepone l’apparire all’essere, l’esserci al crederci, la rappresentanza alla partecipazione. Questo mondo insostenibile fatto di caste e di forme preconcette, di sorrisi ampi quanto falsi. Mi è insopportabile il marcio che c’è dietro quei volti di ceramica e quei nasini perfetti, la facilità disarmante con cui si afferma tutto e il contrario di tutto, la faciloneria imbarazzante con cui si esprimono tutte le proprie opinioni e il ricorso sistematico al sofisma di bassa lega. Questo orizzonte di un grigio inespressivo, questa ambigua assenza di nettezza, il secondo fine necessario che contraddistingue ogni azione. Ho la nausea al solo pensiero di questa progettualità-senza-entusiasmo nella quale li vedo incanalarsi, giorno dopo giorno. Una progettualità prefabbricata, fatta di sogni e aspirazioni mutuate a personaggi stereotipi. Le odio tutte le manifestazioni di questo conformismo radicale, adottato prima come guscio, poi promosso a bandiera.
Dicono che là fuori, oltre le mura di questa piccola, misera e prestigiosa università, sia più o meno lo stesso.
Ma io ancora la coltivo la speranza di trovare un mondo brulicante di visioni tutte nuove.
Caro Luissino
eccoci, dopo oltre un anno di assidua (?) frequentazione, ho l’ardire di scriverti.
Lo so, lo so: son tempi duri, c’è crisi, il mondo ti giudica e ti critica e certe volte ti svegli con i capelli stopposi, ma, ti prego, concedi qualche minuto del tuo prezioso tempo alla lettura di questa sciocca lettera.
La verità è che io ti invidio!
Sì! Invidio il tuo essere splendido alle otto del mattino, invidio il modo in cui la tua capigliatura fluente riflette la luce del sole, i tuoi pulloverini costosi e le tue borse Luisvittòn! Tu non hai occhiaie, tu non hai la pelle cartavetrata nei giorni del ciclo, sul tuo ovale vellutato non si incidono a fuoco i segni del day after e sei sempre puntualissimo. Ti destreggi con il tuo incedere fluttuante tra le aule di viale Romania, dispensi cenni di saluto e magistrali convenevoli e riesci ad imprimere all’atto del fumare una connotazione sensualissima.
Io, invece, son come sono.
Prima delle dieci non connetto, ho il colorito cinereo e le occhiaie iperboliche. Diciamocelo pure senza problemi: io la mattina sono brutta e cattiva, ostile e attaccabrighe, musona e vulnerabile: la mia lotta comincia alla fermata del 63, tra le vecchiette mannare e i bimbiminkia assatanati. Tu, invece, avvolto dalla luce iperuranica del tuo essere Luissino, sei bello, sei speldido, sei gioviale, sei deciso.
Ecco: sei deciso. Tu sei sempre risoluto: sai che fare, quando farlo e come farlo. Hai piani perfetti per tutto, la tua destrezza tattica ti permette di ottimizzare tempi di studio e relax, socialità, shopping, fitness e quant’altro. Conosci a menadito le date delle sessioni d’esame prima che vengano pubblicate, hai già redatto il tuo impeccabile piano di studi: hai schematizzato, sistematizzato, riassunto, compendiato.
Come fare a non invidiarti? Continua a leggere…
Genitrici al telefono
1/10: Inzio Corsi Anno Accademico 2008/09
Sì mamma, certo che mi vesto per bene…
No, no che non sono acida.
Sì, certo che sorriderò…
No, non sarò aggressiva…
Sì, sì, saluterò, mi guarderò attorno…
No, no che non ci penso sempre alle solite cose!
Sì, lo so, lo so.
No, non lo so quando torno lì a casa.
Comunque prossimamente.
No, non avrò pregiudizi…
No, manco nei confronti dei ragazzi con le camicie rosa, va bene!
Sì, educata e distaccata. Nordica, insomma.
No che non litigo, dai!
Non litigo e non controbatto sempre, va bene.
Sì, ci sentiamo.
Ciao, anche a te!
Alla fine le ho anche promesso che non ridicolizzerò tutti quegli pseudo-frocetti tirati a lucido e impomatati, con lo spessore morale di un’ameba in autunno e le polo Ralph Lauren gonfie d’aria e di boria.
Se non avessi troncato la telefonata suppongo avrebbe detto qualcosa del tipo “Vedi di trovarti un buon partito!”.
Ok madre. Oggi ci proveò!
Mi tirerò sul viso un sorriso ebete, sgranerò gli occhi in segno di ammirazione ad ogni racconto di prodezza estiva di quei maschietti lì e avrò comportamenti da debuttante.
Però da domani torno ai miei adorati, vispi, divertenti, intelligenti, coinvolgenti, autentici spiantati!
E non dire che non t’avevo avvertita, cara.
N.B.: Il post risente di ricorso frequente al luogo comune. I Luissini non sono tutti così disgustosi e mia madre non è così borghese e perbenista. Però, ‘nsomma, stamattina il tutto mi suonava molto da clichè.








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