Archivio per la categoria 'Pezzi di Puzzle'

16
Ago
09

Un anno così

senza drammi e senza eroi.

Con le sue buone emozioni, certo. Con i suoi brividi e  i suoi momenti da dimenticare, con le sue novità, le sue prime volte e le sue ultime, sempre fino a prova contraria.

Un anno di basta e di non te ne andare.

Un anno di sa-sa prova e di lasciami stare.

Questo blog oggi compie un anno.

Un anno così, senza punti esclamativi.

13
Giu
09

Collettivovoci

Collettivovoci è un bellissimo Tumblr nel quale si collezionano post letti dagli stessi autori o da altri utenti.

E’ un bell’esperimento, soprattutto perchè la ri-lettura regala ai testi accenti di colore sempre nuovi. Li reinventa di volta in volta senza, in fondo, snaturarli.

Ci sono finita anch’io su Collettivovoci, o meglio, c’è finito un mio post perchè capitano mi ha fatto il graditissimo regalo di dargli voce, di leggerlo.

Vi lascio alla sua interpretazione, che ha stupito (e, ammetto, compiaciuto) anche e soprattutto me!

Grazie ancora :)

13
Mar
09

SuperMiss

In tempo di crisi, tornano di moda i supereroi.

Qui puoi diventare un supereroe anche tu!

Questa, con molta (ma molta) fantasia dovrei essere io

SuperMiss

SuperMiss, the incredible laseder lash, al Vostro servizio!

Continua a leggere ‘SuperMiss’

11
Mar
09

Anche questa è violenza

Quando mi insegui per strada, quando non sono libera di mettere la minigonna senza sentirmi un po’ troia, quando ho paura di tornare a casa di sera, quando mi guardi con gli occhi viscidi, quando fingi di ascoltarmi e invece mi fissi il seno, quando nel bus sento la tua mano che mi si parcheggia sul culo.

Anche questa è violenza. Anche se sei giovane, bello e ariano.

15
Feb
09

Chiamatemi “ma”

Ieri ho scoperto che, in Polacco, ale significa ma.

Come a dire: sono una congiunzione avversativa, sono un ma.

Sto lì ad introdurre la mia bella coordinata avversativa, foriera di dubbi.

A però B. Io coordino così.

Che è come dire “Sì, d’accordo, va bene, MA d’altronde…”

ale apre l’universo dell’incerto, del probabile ma non definito, della possibilità di una subdola e altera prospettiva.

ale è il pensiero che ti tiene sveglio di notte in un letto morbido con le lenzuola di seta.

E scusatemi se è poco, eh.

13
Feb
09

Notturno telefonico

Ho chiamato io, lo so. Ma ora non voglio che ascoltare. Mi chiedi se ho tempo da perdere – - ti rispondo, sperando di farti arrabbiare. – Bene - ribatti. Sento quel sorriso morbido che hai insinuarsi tra le pieghe della voce. Svuotare le sillabe, farsi spazio e dilatare i silenzi. Non so neppure se stai parlando davvero o solo emettendo suoni contorti. Io, di certo, non sto più ascoltando. Chiudo gli occhi. Era estate, ci conoscevamo appena. Eravamo in silenzio, in auto, ci arrampicavamo su di una collina incendiata di sole. Ti avevo raccontato, in una delle puntate della nostra sit com telefonica, che mi piaceva vagabondare. Mi stavi allungando una mano sul ginocchio, con quella tua (non lo capirò mai) timidezza simulata o sicurezza dissimulata, fai tu.  – Hai paura? - mi chiedevi in un sospiro – Vuoi che ne abbia? – rispondevo sorridendo. Continua a leggere ‘Notturno telefonico’

02
Feb
09

Pezzi d’estati

- E tu? Già laureato?

- Eh, da un bel pezzo…

- Io sono appena al secondo anno.

- Beh, certo! Eri una bambina mentre io già mi diplomavo! Hai più o meno l’età di mia sorella, no?

- Essì… (un anno in più, ad esser precisi)

- Essì

Continua a leggere ‘Pezzi d’estati’

09
Gen
09

PalestrHard

Ok. Ammetto di essere una di quelle sciagurate che in palestra va indossando la maglietta del RomeCamp (a mio avviso bellissima, ma, ahimè, collocabile qualche gradino sotto le manette di pelo di emù nella hit parade degli strumenti di seduzione).

Ammetto anche che un anabolizzato in canottiera e calzamaglia mi ispira meno sesso di un cavolfiore bollito e che il mio orgasmo ginnico lo raggiungo, tutt’al più, quando il lampeggiare intermittente della scritta “defaticamento” sul display della cyclette coincide con le morbide note conclusive di Don’t Stop Me Now, in cuffia.

Ammetto, infine, di essere una maliziosetta, una viziosetta e una scostumatina.

(Che questo mi valga da giustificazione per il mio stato di abbrutimento cosmico).

Ma, insomma!, alzino la mano quelli che tra voi non hanno, almeno una volta, fatto (per noia, per interesse o per burla) qualche pensieruccio sconcio guardando le natiche di queste eclettiche e scattanti cinquantenni strusciare sinuosamente (talvolta roteando, talaltra rimbalzando ritmicamente o ondeggiando sommesse) su questi palloncioni gonfi gonfi (mi manca, purtroppo, il termine tecnico) all’incalzare numerico (e un’, e du’, e tre, e qua’) di qualche gai(y?)ssimo istruttore.

Son robe da perderci il sonno, eh!

01
Dic
08

Supermercato criminale (NON è un post sul carovita, eh!)

E’ andata più o meno così.

Io ero in fila alla cassa che aspettavo di pagare la mia bottiglia di prosecco-economico-che-c’è-crisi mentre davanti a me si consumava la sempiterna paranoia della spesa settimanale per famiglia con più di tre componenti.

Facevo vagare lo sguardo vitreo tra il cassiere, sì, talvolta mi dedico a flirtare col cassiere, e gli altri personaggi comicogrotteschi del supermercato.

D’un tratto scorgo una coppia di sobri nonchè distinti cinquantenni in zona cerotti-lucido per scarpe-candele alla citronella. La signora, bella donna, declinata nell’abbigliamento nelle nuances calde del marrone, sta armeggiando con l’apertura di una bella borsa di pelle, di quelle morbide e flosce. La vedo distintamente tirar giù la zip e inserire nella suddetta borsa una confezione di dadi da brodo, rivolgendo poi al marito uno sguardo complice. Continua a leggere ‘Supermercato criminale (NON è un post sul carovita, eh!)’

10
Ott
08

Che faccia mi fai?

Eccolo qui!

L’ennesimo sito che permette l’elaborazione fotografica del proprio volto, per farsi…che ne so, asiatici, neri, più giovani, più vecchi e tutte le solite cose.

Si chiama Moonjee, non richiede registrazione, e permette di giochicchiare un po’ col proprio viso. Oltre alle funzioni tradizionali, consente anche di “farsi” tatuaggi, “provarsi” cicatrici, pustole, croste e altre robette simpatiche del genere.

A mio avviso non è “efficientissimo”: in molte delle elaborazioni il volto viene del tutto snaturato e privato delle connotazioni caratteristiche e dei tratti originari (Taaz, del quale parlavo in un precedente post, è sicuramente ad un altro livello di precisione e cura del dettaglio). Però, la cosa simpatica è che permette di fare una serie di prove d’espressione virtuali! Considerando che la cosa mi aggrada non poco anche nel mondo 1.0 (vedi migliaia di foto idiote ritraenti il mio faccino), mi diverte sperimentare come questo programmino riesca (o non riesca) a riprodurre che faccia faccio quando faccio quella faccia.

Bene.

Direi che vi metto un po’ di esperimenti (discretamente) riusciti. Giusto per farvi fare un’idea.




divago ergo sum

Sono Alessandra, bipede, femmina, respiro e poco altro. Sono Jaqueline, fumo Vogue alla menta e ho la "r franscese". Sono Miss, sono più vera del vero, o almeno ci provo. Sono IO, coerente all'incoerenza, e scusatemi se è poco.

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