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Le coincidenze del 60 notturno

Non è il passato in sè a fare nostalgia.

Piuttosto, quell’incredibile capacità che ha di ritenere felicità ormai lontane.

Di ripassarle in seppia, di farle nebulose e affascinanti.

Di assegnarti cammei estemporanei in tutti i film che intravedo e nel renderti strimpellatore irresistibile di ogni canzone stupida che sento.

Dicono che a ricordare ci voglia coraggio.

Forse non hanno mai provato a dimenticare.

[...lo prendo sempre per/venir da te]

Telefonotte

Il senso imperscrutabile della domanda Dormivi?

è chiuso tutto nella volta in cui rispondi 

sorridendo.

Forse è colpa della musica

Sono una fottuta sentimentale.

Ubriaca.

Another Chance

Non che ami molto questa canzone.

Non più nè meno di una qualsiasi altra che, per una questione generazionale, abbia fatto bene o male parte di qualche momento della mia vita.

Quello che amo, di questa canzone, è il video.

Ed è un clichè, uno dei mille che ho e che parlano di me più di quanto io sappia fare, al quale mi appiglio spesso di notte, magari appena tornata a casa un po’ a pezzi.

Le mie serate iniziano tutte alla grande: dovrei, in qualche modo, riuscire a bypassare il momento del ritorno, della strada che scivola, l’autoradio che gira a vuoto, quel senso definitorio di nulla.

Mi pare scioccamente retorico dire che anche a me certe volte sembra di avere un cuore così. Rosso, fuori misura, fragile, ingombrante.

Pronto a ritornare enorme ad ogni risveglio e a rimpicciolirsi durante la giornata.

Ma suppongo sia solo perchè sono un po’ malinconica, e tutto questo fastidio che tento di convogliare in rabbia, uscite vorticose, contatti rapaci, poi viene a farmi toc toc sulla spalla quando sono sola.

Fossi in lei, comunque, io sarei molto orgogliosa del mio gigantesco cuore rosso.

Indipendentemente da tutto.

:)

Ora

credo

solo

alla

pelle.

Trust me

Trust in me baby, trust in me baby

 Trust in my love, in my heart

 Keep the faith, baby, keep the faith in me, dear, in my love

 Don’t turn your face away from me, dear, oh you leave a lost girl

 Oh, don’t turn your love away, no no no no no no no

 You gotta believe in me, baby, yeah, trust me dear, oh…

[Ho l'impressione che il Rhum & Cola mi renda una Persona Pessima. Ad ogni modo, stanotte va così.
Ah, tanto per farvelo sapere: trovo che quando lei dice dammi tempo, dammi tempo, giusto un altro po' di tempo, sia decisamente struggente.]

Essemmesse

- C’ho voglia…

25/06/2009 – 01:16

***

- Di che?

25/06/2009 – 01:17

[Certe cose mi lasciano perplessa.]

Giornate orizzontali

giornate orizzontali

[Certi giorni non ce la faccio.
Non ce la faccio a camminare, a vestirmi, a pettinarmi, ad occupare una mia postazione nello spazio verticale.
Certi giorni si consumano così, avvolti nell'arancione chimico di una nottata strana.]

Si sta meglio senza te

Io senza di te sto meglio.

E non lo dico per convincermi o perchè il mio motivatore così m’ha fatto credere.

Io senza di te sto proprio meglio.

Ho la pelle più liscia e dormo di più, sorrido più spesso, sono più gentile e la mattina mi sveglio pensando alla Primavera. Sto meglio da quando non ho più l’affanno di dover misurare le parole, da quando non moltiplico più i miei problemi mischiandoli con i tuoi. Sto meglio a sentire il cuore vuoto e aperto, i sensi tesi e gli occhi che ricominciano ad ammiccare al mondo.

Sto meglio da quando ho ripreso a voler piacere e a sentirmi piacere. Sto meglio da quando, timidamente, mi si è affacciata l’idea che tu non fossi poi così tanto unico e speciale, da quando riesco a fare la conta dei tuoi difetti e delle tue meschinità, dei tuoi egoismi e delle tue inadeguatezze.

Sto meglio da quando ti vedo per quello che sei, nè meglio, nè peggio. Ma sconcertantemente normale.

Perchè senza maschere e senza trucco siamo tutti normali. Insignificanti. Anonimi.

Perchè dietro le quinte ci dobbiamo rassegnare a ciò che siamo, dismettendo il fantasma logoro di quello che interpretiamo.

E io senza di te sto normale. Non questa gran cosa, ma, insomma! sto meglio. Ricomincio a respirare.

E non c’avevo mai pensato, non me n’ero mai accorta, non me l’avevano mai detto, non c’avevo mai creduto che togliendo  la testa da sotto l’acqua si potesse ricominciare a sentire, a vivere, a provare.

Al Sabato

vorrei girare con un cartello con su scritto:

SONO UBRIACA, MICA SONO SCEMA!

 

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