Alta tensione

Mi percorre il braccio come un brivido folle.

Si aggrappa ai muscoli della spalla e risale quelli del collo.

Mi tende una parte di volto. La accende di una luce oscena, di una smorfia sgraziata.

Mi dilata le pupille. Come di fronte al peggiore degli orrori.

Eppure serro la mano. Continuo a stringerla. Mi tormento le dita. Conficco le unghie nella carne senza sentire dolore.

E’ un tutt’uno con la mia pelle. Il rame mi entra dentro, come fosse una nuova vena. Una vena sottile e spigolosa.

“Lascia!” mi dico. “Molla la presa!” ripeto.

Eppure le dita si stringono, si intrecciano,  vi si cementano attorno. Con una determinazione che non sapevo di possedere.

L’elettricità mi anima di moti convulsi e io abbraccio il filo, mio carnefice di metallo.

E’ così, è sempre così.

Mi manchi, e quando mi manchi, manchi a me. E non riesco a scriverlo in terza persona.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...