Paura di

Perchè certe volte è solo la paura che ti frena la corsa.

Di scendere, di rotolare, di sbattere, di sanguinare, di gonfiarsi e scurirsi di lividi.

Esito sulle scale che mi scivolano sotto le percezioni: non lo voglio il brivido, non la voglio la dissolvenza del mondo che mi fodera gli occhi, e neppure i rumori distorti a saturarmi la testa.

Scompongo in attimi, fraziono in millesimi, inserisco la moviola di questa sciocca storia.

Io le ho corse quelle scale una volta.

A perdifiato, senza risparmio, contornata dall’aura magica dell’eccitazione. Che diventa odore, che diventa voglia, che diventa smorfia indistinta tesa sul volto.

Che diventa smania di te.

Ma ora rattrappisco i piedi. Freno le dita. Misuro i millimetri con la mia esitazione.

Chè a correre si rischia di cadere.

Chè a cadere si rischia di farsi male.

Chè a farsi male si rischia di non alzarsi più.

Mi torturo nello sforzo di frenarmi.

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4 pensieri su “Paura di

  1. @marcocostarelli Non molto, oltre al fatto che fatico ad indossare le mezze misure. Tu mi consigli di correre con prudeza e ragionevolezza, e io non so se ne sono capace: o corro ad occhi chiusi e a velocità folle, oppure mi barrico in un bunker e adios!
    🙂

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