Farewall

Questo Bolognese Comunista e Bevitore riesce ancora a commuovermi.

Farewell.

Un’altra puntata del ciclo degli addii.

Sulla soglia di una storia ci si culla nel ricordo di un montone orientale.

Farewell, perchè “…il peccato fu creder speciale una storia normale”.

Perchè siamo tutti un po’ così: con la fretta nelle mani e l’eternità negli occhi.

Farewell: lasciamoci un saluto. Un the end con l’applauso.

Saranno i bistrattati titoli di coda di mille storie tristi, rattoppati, giustapposti, misturati, a far da colonna sonora agli anni dell’oblio.

Saranno le mancanze e i percorsi interrotti a foderarci la memoria, a scaldarci il cuore, a tenderci un sorriso.

Farewell, non pensarci e perdonami se ti ho portato via un poco d’estate
con qualcosa di fragile come le storie passate:
forse un tempo poteva commuoverti, ma ora è inutile credo, perchè
ogni volta che piangi e che ridi non piangi e non ridi con me…

E il dolore di non sentire più assieme passerà. Passerà anche quello.

Ma dedichiamoci un saluto.

Farewell.

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