Ora, mi chiedo

ma i pensieri della notte, non dovrebbero essere come vampiri?

Non dovrebbero dissolversi all’alba?

Scappare impauriti dalla luce, dai riflessi, dal sole, dal colore delle cose?

Sì, perchè le cose hanno colore solo quando la luce le tocca. Al buio sono buie. E su questa riflessione si è consumato gran parte del tempo della mia infanzia, quindi non mi pare cosa da poco.

Roma sorride di sole, si contorce, vitale, in una primavera improvvisata.

E io sono come quel lenzuolo candido, lì, appana oltre la finestra: tormentato dalle dita infide del vento, accarezzato dal sole. Anche lui si tiene saldo alla ringhiera, ma la voglia di volare è forte, quasi come il pensiero di avercele, in fondo, delle ali. Certo, non piumate. Ali approssimative. Ali di stoffa, ma pur sempre ali.

Scivolo, non so che scivolare.

Per imparare a volare è tardi.

Per smettere di volerlo è presto.

E io sono qui. Ancorata al limbo di una ringhiera scrostata.

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