Stratificazione

io sono come sono per stratificazione.

Sono lo strato sottile delle persone sfiorate, l’incarto che si aggiunge all’incarto. La carezza sulla pelle, la pelle sulla pelle, il vento sul viso, il sole negli occhi.

Sono nelle matrioske infinite di me, nei pacchi concentrici della convenzione, della struttura, della morale, dei clichè.

Persa tra gli strati di un accrescimento perenne: sfoglia a sfoglia.

Arricchita tornita esaltata, ma anche coperta nascosta occultata smorzata snaturata

Se gratti via la stagnola il cioccolato viene fuori. Il nucleo, il magma incandescente, la sostanza primordiale.

L’ultima matrioska, la più piccola, la più interna, la più segreta, sarà un pensiero sciocco, lo so.

Un sorriso, un ricordo, un sassolino colorato.

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