Supermercato criminale (NON è un post sul carovita, eh!)

E’ andata più o meno così.

Io ero in fila alla cassa che aspettavo di pagare la mia bottiglia di prosecco-economico-che-c’è-crisi mentre davanti a me si consumava la sempiterna paranoia della spesa settimanale per famiglia con più di tre componenti.

Facevo vagare lo sguardo vitreo tra il cassiere, sì, talvolta mi dedico a flirtare col cassiere, e gli altri personaggi comicogrotteschi del supermercato.

D’un tratto scorgo una coppia di sobri nonchè distinti cinquantenni in zona cerotti-lucido per scarpe-candele alla citronella. La signora, bella donna, declinata nell’abbigliamento nelle nuances calde del marrone, sta armeggiando con l’apertura di una bella borsa di pelle, di quelle morbide e flosce. La vedo distintamente tirar giù la zip e inserire nella suddetta borsa una confezione di dadi da brodo, rivolgendo poi al marito uno sguardo complice.

Sono alquanto interdetta. Fisso la distinta coppia come a dire “Hey, v’ho visti! Mollate ‘sti dadi e non facciamo gli scemi, su!”, quando il mio sguardo perplessoallucinato intercetta l’immagine di un giovane uomo intento a sventolare sotto il naso della sua fidanzata/compagna un pacchettino rosa, che dopo poco identifico come la confezione del Durex Play Vibration.

Ma la mia attenzione è monopolizzata dal probabile furto al quale ho appena assistito, quindi continuo, imperterrita, a fissare la donna e la sua borsa al dado da brodo.

Solo che, lungo la traiettoria del mio sguardo viene a collocarsi la giovane donna sotto il cui naso il fidanzato continua a sventolare l’astuccetto dell’anellino vibrante di cui sopra.

Ella, terrorizzata forse dal pensiero di bruciare tra le fiamme dell’inferno, comincia con un inaspettato quanto immotivato fervore a starnazzare “Posaquelcosocheiocertecosenonlefacciooo”, e prende a fissarmi, come a volermi rendere testimone del suo netto diniego.

Rimango alquanto perplessa, vorrei distogliere repentinamente lo sguardo, ma resto imbambolata, incoraggiando la fanciulla ad attardarsi in ulteriori spiegazioni “Checos’èquelcososmettilaaaa”.

Quando, finalmente, riesco a voltarmi in avanti, vedo la cinquantenne-ladradidadi riestrarre il corpo del reato dalla borsa, accostarlo ad uno perfettamente identico che tiene nell’altra mano e chiedere al marito “Sei sicuro che sono gli stessi? Sono ai funghi porcini anche questi? Chè il risotto non viene bene, altrimenti”.

Pago il mio prosecco da quattro soldi senza fiatare.

Almeno vorrei tornare a dire a quella ragazza che non la biasimo per i suoi costumi sessuali, semmai manifestarle qualche perplessità sull’effettiva efficacia dell’utensile brandito con entusiasmo dal suo ragazzo.

Vorrei chiedere scusa alla coppia-cinquantenne-distinta per averli immaginati ladri-di-dadi-da-brodo. Confrontarmi sulla preparazione del risotto ai funghi. Invitarli a cena.

E invece vado via sotto la pioggia viscida di Roma, riflettendo che farsi i cazzi propri qualche volta non sarebbe male.

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Un pensiero su “Supermercato criminale (NON è un post sul carovita, eh!)

  1. be certo capisco la situazione, moltoooooooo anomala in ambo i casi, per quanto riguarda i dadi la regola base è sempre quella ” fatte i cazzi tua e campi centoanni” anche perchè non assisti ad un omicidio!!(al dado) mentre x l’altra che magari si sarà accorta che ai visto l’atteggiamento dell suo uomo verso di lei,si giustificava a voce alta,sperando di esser chiara non solo con lui,ma anche con chi inavvertitamente aveva notato la scena(magari avrà pensato,iiiiiii MA VISTO ASSOLUTAMENTE APPENA ME CAPITA’ SFATO QUESTA COSA!! poi magari nella realta a casa ha una rappresentanza di prodotti da far invidia a un sexi shop hahahahahahaha!!!!!)

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