Nodo in gola

Questo doversi spingere sempre sul limite delle cose per stare bene. Stare bene, poi! Piuttosto, star così: storditi, anestetizzati, confusi dalla giostra delle sensazioni, quelle che ti si seccano sulla pelle, impermeabilizzando cuore e cervello.

Questo star sospesi, sempre aggrappati ad un brandello di stoffa inutile, a un se, ad un poteva, ad una promessa scema.

E ripetersi di aver sbagliato e avere voglia di sbagliare ancora.

Questo strusciarsi sull’errore per sentirsi vivi.

Stasera va così. Stasera si brucia di invidia per chi è sereno. Per chi ha un binario, una corsia, una retta da seguire. Per chi, grazie ai paraocchi, riesce a puntare un obiettivo e a raggiungerlo fino in fondo.

Per chi almeno crede di sapere cosa vuole.

Il nodo in gola è sempre più forte e le lacrime scendono senza vergogna, trascinando in rivoli scuri giù per il collo una giornata di sorrisi, convenevoli e paroloni.

Mi sento svuotata, meno che il contenitore di me.

Ed è solo mezzanotte.

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