Un altro ritorno

Si distanziano sempre di più l’uno dall’altro. Perchè per tornare bisogna avere un buon motivo, e io non ce l’ho.

Mi corazzo, mi stringo nel punto più interno e recondito di me.

Saranno ore e passeranno come passeranno. Tra un revival, uno sguardo strano, qualche accusa.

Ci saranno anche momenti belli, cose per cui si sentirà la voglia di piantare i picchetti e montare la tenda.

Ci si dispiacerà in silenzio guardando chi se ne sta andando per sempre, chi se n’è già andato e chi è lì, ancora, ma è come se non ci fosse più da un pezzo.

Forse si resisterà alla tentazione di fare i conti col passato. Forse no.

Si indulgerà a qualche capriccio sciocco, giusto per il tempo di accertare di essere vivi.

Si rievocherà e ci si sentirà diversi, si diranno dei ti voglio bene incrociando le dita e se ne taceranno altri. Sinceri, quelli.

Poi il tempo farà il suo lavoro.

Un nuovo saluto alla stazione. Fermi immagine, qua e là, di brividi passati.

Lo sferragliare ritmico delle rotaie e l’oblio.

Due ore per ricordare e dimenticare, per resettare, per offuscare, per ricominciare.

Ancora.

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