Senza risparmio

Scivolo sulle luci di Roma. Mi appiglio all’iridescenza dei lampioni, alle note, alle corse folli dei notturni nelle strade deserte.

Chè lo senti nei dossi e nelle curve a gomito: l’autista del notturno c’ha la fretta nei piedi. La fretta di un cuscino da riscaldare, di una donna con la quale fare l’amore. Di un uscio da attraversare, di qualche spigolo di vita da riempire.

L’urgenza nella mie dita, l’urgenza dell’alcool che amplifica le percezioni e fa sgranare gli occhi. L’urgenza che ti lascia ridere come se non avessi mai riso e ti fa godere per quest’accenno di Primavera sulla pelle. L’urgenza che ti fa dire domani, l’urgenza che ti accende nelle mani la voglia di qualcuno.

L’urgenza di.

Centellino gli ultimi passi verso casa, raccolgo lo zucchero a velo agli angoli della bocca, appiccico un post it su un paio di immagini. Ricordami, ci scrivo su.

Cosa saremmo senza quello che riusciamo a ricordare?

Cosa saremmo senza i pensieri che dissolvono, senza i momenti di anarchia emozionale, senza le notti stupide, i fremiti e gli amori?

Io voglio godermi tutto, voglio soffrirmi tutto, voglio sudarmi tutto.

Senza risparmio.

Chè domani sarà già tardi, e oggi è già passato.

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