Il brutto della rete

Eccomi, scema che non sono altro. Sembra sempre che vivo nel mio villaggio dei Puffi, fatto di fiori, colori e faccine sorridenti.

Il Web l’avevo considerato così, fino ad ora: una sorta di meta-posto sufficientemente distante dove era possibile portare il meglio di sè, senza tutti i fardelli e le pesantezze della vita reale, il grigiore e la guerrilla urbana sui mezzi pubblici il lunedì mattina.

C’ho conosciuto bellagente qui, ho intessuto rapporti più o meno capaci di valicare la barriera del virtuale, mi sono interessata a pezzi di vita che, altrimenti, avrei probabilmente ignorato.

Passatemi la visione romantica della faccenda, ma, in questi mesi, è stato piacevole constatare come persone distanti geograficamente, anagraficamente, sociologicamente potessero trovarsi a conversare in zone franche, portando ciascuna la propria personale visione delle cose. Generando conflitti, magari, ma sempre con profondo e reciproco rispetto.

Stasera tutto questo mi sembra una sbiadita fantasia: violenza verbale gratuita, acredine, aggressività e villania. Nascondersi dietro un nick e sparare commenti sgradevoli non è onesto, sentirsi attaccata senza ragioni, per di più da perfetti sconosciuti, non è gradevole.

E’ il brutto della rete, suppongo. Ed è anche il brutto della vita. Solo che, con questo, c’avevo già fatto il callo.

Web, la verità è che mi sento un po’ tradita.

La verità, più che altro, è che mi fa strano sentirmi tradita.

Che ci sia caduta davvero anch’ìo, nella rete?

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5 pensieri su “Il brutto della rete

  1. Ti passo la visione romantica, la visione nostalgica e edulcorata, ti passo tutto perchè hai ragione. Ho seguito la faccenda, per vedere fino a dove potesse arrivare qualcosa, qualcuno. Non ti conosco (ebbene no, hic “web” est), ma ho letto qualche tua riga, e mi sono quasi commossa nel recepire tutto quello che trasmettevi, tanto che ora mi riesce difficile passarti la palla…

    Ma questo è quanto. Sono anch’io una studentessa universitaria che sgomita sul trenino delle sette e quarantasette, un’inguaribile romantica che crede ancora nella bontà incondizionata del genere umano, che accetta di passare per frescona pur di continuare a mordere questa utopica convinzione con tutte le forze in corpo. Ed è per questo che ti dico di continuare a vomitare sullo schermo tutto quello che reputi sia tuo, perchè qualcuno lo faccia suo e vi si possa specchiare. E’ giusto così, è giusto non piaccia a chiccessia, giusto che aggradi sempronio. Puoi cestinare chicchessia, ma pensare che sempronio condivida molti dei tuoi pensieri deve farti andare avanti.
    Passami il tono drammatico, è che m’infervoro, è che ti capisco.

  2. @Ava adore, Billy Corgan sarebbe orgoglioso di te.

    Quanto ai commenti volgari, quanta infelicità deve avere dentro chi si comporta in questo modo… O forse è solo un grande (censura)

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