Sei la mia ultima sigaretta

Ti rigiro tra le mani, ti lascio scivolare da parte a parte, stringendoti appena tra il pollice e il medio. Distendo le rughe modellando la tua cilindricità sui miei polpastrelli.

Ti annuso.

Sei la mia ultima sigaretta e la voglia violenta che ho di fumarti e di schiacciarti sotto un tacco cede il passo alla memoria  che so che  il tuo odore conserva, alla prospettiva indefinita di respirarti ancora, di sentirti scivolare dentro, poi.

Sei la mia ultima sigaretta, e io i punti fermi non li ho mai saputi mettere. Non li ho mai saputi gestire.

Ho un problema con la parola fine. Mi crogiolo nell’incertezza di una situazione senza prospettive, soffro quest’indefinizione pesante e cupa che ci leva gli slanci e le emozioni.

Ma se ti dico vai via, tu non andare. Se ti dico basta, non mi ascoltare.

Fumami per metà e lasciami lì, penzoloni, per quando mi vorrai, ti vorrò, ricordare.

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