Born to be Amelia

[Questo post fa capo ad un progetto di Buzz Seeding dell’agenzia PromoDigital]

Quella del volo è una gradevole aspirazione prêt-à-porter per l’umanità.

E anche io, da una proverbiale ma mai scontata Learning to Fly di pinkfloydiana memoria, fino alle lezioni di volo impartite da Anacleto a Semola, ebbi un bel fantasticarci, a suo tempo.

Amelia Mary Earhart, un po’ più concreta e meno fancazzista di me, inizia invece a volare verso i 23 anni (era il 1920, non so se) e a 40 intraprende il suo viaggio attorno al mondo in aereo, che si concluderà tragicamente con un tuffo nel Pacifico.

Mettici un’ossuta e signorile Hilary Swank e il fascino annacquato di Richard Gere, spolvera con doppiatori dalle voci suadenti, guarnisci con inquadrature mozzafiato, infine glassa il tutto con una dose massiccia di sentimenti ingombranti… ed eccoti servito un film di Natale, in uscita il 23 Dicembre in Italia, che potrebbe riservare qualche gradevole sorpresa.

[Oltre il poco sorprendente faccione di gomma di zio Rich, intendo.]
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