Raccontami

Che ho una clessidra tatuata sul polso sinistro lo sapete più o meno tutti.

Ho terrore del tempo che passa, e questa gioia  convulsa del voler festeggiare l’inizio di un anno nuovo non l’ho mai particolarmente capita.

Quello che mi piace, quello che mi interessa davvero, sono le storie.

Vorrei poter catalogare le storie che ogni anno (ogni giorno) si porta dietro. Tenere irreprensibili archivi della memoria, in maniera da non dover più inciampare sulla perplessità del colore di un cardigan, dell’anno di un concerto, del sapore di qualcuno.

E’ la maniera più efficace che so che fermare il tempo o, quantomeno, per rallentarlo.

E’ stato un’anno vero, questo 2009.

365 giorni di tutti i colori, di tutte le taglie, di tutte le consistenze.

Un anno unico come è unico ogni anno, suo mal grado.

So che questo blog non conta molti lettori, ma, se chi passa di qui ha piacere a raccontarmi un suo pezzo di 2009 io ne sarò felice: potete sia lasciare un commento, sia scrivermi all’indirizzo alessandrarotCHIOCCIOLAgmailPUNTOcom.

Potete raccontarmelo tutto o soffermarvi su un particolare, essere prolissi o consegnarmi un semplice aforisma. Anche un’immagine, una foto, una qualsiasi vostra espressione andranno bene.

L’idea sarebbe quella di costruire un 2009 a più voci, frammentato, eterogeneo molteplice.

Probabilmente tramite un post su questo blog o un lavoro multimediale su una piattaforma sociale, nel quale ciascuno deciderà liberamente se venir nominato o conservare l’anonimato.

Ovviamente accetto consiglia anche in merito alle modalità, poichè la mia idea è estemporanea e assolutamente abbozzata, e si fonda essenzialmente sul principio di voler conoscere e dar voce alle microstorie che si sono innestate e hanno costruito questi lunghi, brevi, incerti, definiti, luminosi, bui, perplessi 365 giorni.

Ché anche il peso del tempo si affievolisce, se condiviso.

🙂

Annunci

2 pensieri su “Raccontami

  1. Io non sopporto gli auguri, non mi piace farli. Non mi piace riceverli. Certe volte si è così abituati a dire frasi comuni che lo si fa involontariamente. Così come per sti cazzo di auguri di buon anno. Che spero alle fine non sarà come quello passato…e pensando a quest’anno, oltre tutte le miriadi di cose che mi vengono in mente che cancellerei,c’è come una scena che ho davanti gli occhi:
    Mi sveglio, sono dal mio ragazzo. Ho fatto un sogno strano. Un sogno su quello che, guardacaso, era il mio sogno anni fa. E’ aprile, devo andare all’università. A pochi passi. C’è il sole fuori. Adoro il sole, ma certe volte mi fa così nostalgia camminare in una tiepida giornata soleggiata che mi viene voglia di piangere. Il senso di ansia c’è sempre. Sono le 7.30, sono sola per strada. L’amaro che mi ha lasciato il sogno e la trsistezza ci sono ancora. Guardo in cielo, poi il vento mi sposta i capelli e gli orecchini enormi che ho e per un pò mi risento io. Io come ero prima. Io come dovrei essere. Io come ero nei miei sogni. Diversa da ora. Io. Gli orecchini, ora li sento. Ora sento un pezzo di me. Per poco. Poi arrivo all’università.
    Ecco questa è stata la prima cosa che mi è venuta in mente quando mi è stato chiesto di pensare a quest’anno passato. Io non lo voglio un altro anno così. Allora auguri, tanti tanti tanti auguri a me, veramente, di felicità, solo di un pò di serenità, se è troppo augurarsi felicità!
    E auguri anche a te, perchè anche il tuo anno è stato difficile.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...