Quello che rimane

E’ probabile che non avremo grandi storie da raccontare, su di noi.

Qualche dettaglio insipido, qualche ora in verticale. Nulla che meriti d’essere scritto negli annali, insomma.

Quando saremo estranei, e potrebbe succede anche domani, quando le tue mani torneranno ad essere mani, quando l’odore e il tatto e  la consistenza delle labbra, quando tutte quelle cose che puntano dritte dritte alla colonna vertebrale col loro rivolo di brividi scompariranno, credo che di te ricorderò che mi hai insegnato la chiarezza.

L’amore per le cose come stanno, l’ingranaggio della sincerità, il giusto peso delle cose.

Quell’onestà sentimentale che tu predicavi e sistematicamente disapplicavi,

e io, chescema, imparavo diligentemente nel metterti l’anima tra le mani.

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