E così

La cosa brutta è la sensazione di nulla cosmico e di dolore di cartone, quella bella l’affetto e gli abbracci gratuiti. La cosa brutta sono le tempistiche e le circostanze, quella bella la sensazione di netto, pulito, inequivocabile. La cosa brutta sono gli addormentamenti e i risvegli, quella bella la consapevolezza di quanto riesci a non pensarci, la forza sottile di dire “ora no”. La cosa brutta è il fastidio in fondo alle frasi, le palpebre che annaspano e il pensiero che sfiora le ferite, quella bella è la ricerca di contatto, la voglia di parlare e di chiedere “come stai” a chi non lo chiedevi da mesi. La cosa brutta è una verità inutile, la cosa bella è una sincerità, inutile anche quella.  La cosa brutta è di dover dismettere un’abitudine mai diventata tale, quella bella è di poterne prendere tante altre, alle quali non avevo mai concesso un’occasione.

[Questo blog non sta più in piedi, si nutre di episodicità e di pause dalla vita. Questa persona qui, che scrive sempre il peggio dimenticandosi del resto, ha bisogno di una pausa da se stessa, di qualcosa per il mal di testa e di un cuore un po’ più resistente.]
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