Blu, forse non essenzialmente blu

Tornassi indietro, scriverei di più.

Ma scriverei cose vere, non cazzate metafisiche sul karma e stronzate da leggere tra le righe e metafore raffinate.

Scriverei di che sa il primo bacio, come ti senti la prima volta che qualcuno prova a slacciarti il reggiseno, come ti pare il primo lombrico timido che ti capita sott’occhio e che qualcuno chiama pene, qualcun altro cazzo.

Mi appunterei la scusa che ho usato per dormire la prima notte fuori, forse terrei anche il primo lento con strusciatina.

A saperlo, avrei potuto aggiornare una lista dei ragazzi conosciuti in discoteca.

Quando c’andavo, in discoteca.

E’ che comincio a dimenticare e, diamine, non è piacevole.

E’ che mica lo sapevo che tra i miei ricordi avrei potuto desiderare, un giorno, il tuo alito di pizza e le tue mutande color blu.

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