Io ma tu

Nelle relazioni nascenti la cosa più bella è il senso candido della scoperta.

La scoperta aggiunge ad una persona che esisteva prima e indipendentemente da te, qualcosa che è tutto tuo, che si sostanzia tra pelle e sguardo.

Quando ti ho visto la prima volta, ho pensato che fossi brutto.

Di una bruttezza tanto comune da non essere neppure degna di nota.

E’ stato un momento estremamente tenero, non credere.

Ma non ti nascondo che tra me e me ho ragionato a lungo che non importava, che andava bene anche così.

Anche oggi, ad esser sincera, ti trovo passabile appena. Fatta eccezione per dei dettagli eclatanti, ma quelli possono vederli proprio tutti.

Ma quando ti guardo, anche ora che non ti guardo più, mi riveli le piccole briciole che ti ho cucito addosso per farti diventare mio.

La tua pelle fa scintille di dettagli e di colori, quando i miei occhi la carezzano, e risponde che è mia ad un codice che tu non conosci, ma lei sì.

Il tuo corpo mi è più fedele di quanto probabilmente sai.

Mi si porta addosso e mi si dischiude in mille piccolezze tutte mie.

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