coinquiliniche ninne

(Interno 11, odore di soffritto e di panni stesi, circa l’una di notte. Lei rientra vagamente affaticata. Quando fa le scale da sola le vengono i pensieri. Anche se le fa di corsa. E menomale che abita al primo piano. Occhio ai social network mentre si sfila i camperos con sommo disagio. All’ingresso, sul Divano. Infastidendo Un Coinquilino.)

– Uh, Firenze (canzone triste), ascolta, è bellissima… Poi, me la cantava mia madre, da piccola, per farmi addormentare…oddio che botta… – lei parla, sempre troppo – …oddio, oddio, poi io chiedevo sempre chi fosse questo Barbarossa e lei mi raccontava che era mio padre, che, ora è decisamente biondiccio, l’hai visto, ma da giovane aveva la barbetta rossa…carino…le lentiggini…infatti anch’io…bella…oddio che botta…poi…poi è una canzone bellissima perché c’è quest’equivoco irrisolto, questa confusione tra l’amore per un’ipotetica sfumatissima donna e quello reale, doloroso, attuale…per la città…capì? bella proprio… – larghi sorrisi.

– Ah. Uh. No, non conoscevo. Uh, moscia. Uh, ecco vedi, uh, una canzone con una trama, con una storia… – ma che, me stai a percula’? – a me mio padre mi cantava E ti tirano le pietre

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...