Sembra agosto ed è solo domenica

La Roma dimenticata, quella né centro né periferia, non splendida e non eclatante, non raccapricciante, normale, rifiorisce attorno casa di solitudine e scarti umani, rifiuti inconsueti, fascinose consunte prove di quotidiana stranezza.

È un susseguirsi di odori pungenti e facce da villeggiatura triste: vecchi in bermuda, matrone col camicione fiorato, bambini di cinquant’anni fa.

È l’incanto mesto del pomeriggio e di chi resta ma non è una scelta.

[Hai detto il venti e mi si è gonfiato un nodo in gola e gli occhi, pure loro, sono esplosi di umidità.
È strano sentirsi ancòra così.
È strano oggi, di domenica che sembra agosto ed è solo domenica.]
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