Il penultimo capodanno

Aspettarti sotto casa arpionata a una bugia.

Nutrita di fastidio e di piccolo rancore. Sentire il polso, schiarire l’aria fredda di vapore, ripensarci, camminare.

La semplicità non è per tutti e io non so farla giusta.

Mi concedo a quest’intemperanza per amore di casualità e fastidio di tutto il resto.

Fastidio: quando cerco una parola per raccontarmi lo stomaco che si annoda e la bocca che si storce, il sonno guastato da scatti involontari, è fastidio la parola che trovo. Ne sgrano catene, affino il concetto, lo stempero, lo limo, lo ritocco, lo incurvo lievemente per farmelo assomigliare: fastidio.

Scale, auto, sorrisi impacciati e un riverbero di fuori posto che scaccio respirando più a fondo. Si accuccia sul basso ventre creando una cortina di tensione che, ma questo lo saprò dopo, non riesco ad allentare.

Glissare ad ogni e tu per noia e per bisogno di purezza.

Parlarti di cose che non t’interessano, percepirti sbadigliare.

E non esserne offesa. Non ora, non qui. Non con te.

Salutarti già altrove.

Sentire il peso dell’inutilità e non ricordarne le parole.

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...