About Miss

Ultimo aggiornamento: 01/03/2016

Sono Alessandra e scrivo questo blog dal 16 Agosto 2008. Prima ne avevo un altro che ho ucciso con molta dolcezza.

Mi piacciono i pois, l’Internet e la Comunicazione. Ho molti oggetti feticcio e coltivo l’arte del ricordo in ogni sua forma.

Sono laureata in Relazioni Internazionali, specializzata in Comunicazione Pubblica, masterizzata in Editoria, probabilmente innamorata, e dimorante in Roma ci ho messo circa un anno a capire di essermi trasferita a Milano.

Non ho né un libro né una canzone né un film preferiti: mi sembrerebbe di far torto agli altri.

Quello che c’è scritto sotto è molto vecchio. Non lo cancello perché, tendenzialmente, non sono una che cancella le cose.

Alessandra Rotondo nasce a Maddaloni il 22 – 05 – 1988, era Domenica (mia madre precisa sempre ‘sta cosa, chissà poi perchè…bah) in quei giorni il Giro d’Italia passava per Caserta e dintorni, e mentre lei nasceva (parto difficile, ci stavamo per rimettere le penne sia io che la mia genitrice) in un campo improvvisato poco lontano dall’ospedale si stava disputando un’amichevole (ma manco tanto) partita di baseball (questo particolare ha colpito particolarmente mio zio, all’epoca scalpitante ventenne, ora altrettanto scalpitante quarantenne).

Alessandra è cresciuta nell’alto casertano, consumando la sua infanzia da Heidi del Sud tra Pontelatone, Castel di Sasso, Formicola e dintorni.

Come ogni bambina che si rispetti, a 7 anni ha cominciato a frequentare una scuola di danza. Nonostante la sua innatata passione per il ritmo, alle soglie degli 8 aveva già deciso che la danza classica (con la sua ferrea disciplina, i dispetti delle ragazze più grandi negli spogliatoi, e gli alluci sanguinanti a causa delle scarpette da punta) non era la sua passione maxima. Ha lasciato e poi ripreso molteplici volte la disciplina fino ai 14 anni, affiancandola alla danza moderna, alla ginnastica, alla rieducazione posturale e a tanto, tanto altro.

A 13 anni ha conseguito l’ECDL (allora andava di moda) e ha scoperto che i maschi sono stronzi (ma non è bastato a farla arrendere).

Dagli 8 ai 14 anni ha pure preso lezioni di pianoforte, da un maestro burbero e lunatico che rendeva quelle 3-4 ore a settimana una vera tortura.

Possiede un pianoforte elettrico con i tasti pesati (cosa, si badi bene, DIVERSA da una tastiera, eh!) sul quale sua madre si ostina a disporre odiosi centrini e orribili ninnoli.

Le capita raramente di suonare, ma quando inizia passa le ore a fare arpeggi e a rispolverare vecchi spartiti. Le piace anche suonare ad orecchio, di tanto in tanto. Adora la musica e tutto quello che è ritmo. Ma da spettatrice, ecco.

Ha una discreta voce e si diletta a cantare: sotto la doccia, mentre fa la spesa, sull’autobus affollato, alle Karaoke Night che di tanto in tanto organizza con i suoi coinquilini, e ogni qualvolta qualcuno con una chitarra attacca Wish You Where Here.

Mentre i suoi erano intenti a rattristarle l’esistenza (facendola sottoporre a inquietanti visite ortopediche e dentistiche) lei maturava in maniera sempre più decisa e convinta la passione per la scrittura. Il suo primo racconto (La Foresta Incantata) è stato pubblicato su una rivista scolastica quando lei aveva appena 7 anni.

Ha vinto o e risultata finalista a qualche concorso di scrittura qua e là: Premio Palasciano, Biennale di Letteratura di Giano Vetusto, Concorso Pier delle Vigne e altri che non mi sovvengono.

Certo, non sarà il premio Strega, ma…che possiamo farci?!

Ha frequentato per due anni (2006 – 2007) il laboratorio di scrittura Lalineascritta di Antonella Cilento. Esperienza che ricorda sempre con grande piacere, e che l’ha aiutata ad approcciare in maniera più tecnica e sistematica alla scrittura.

Negli stessi anni (e anche in quelli precedenti) ha fatto esperienza come animatrice in campeggi per bambini a gestione parrocchiale. Fino a quando non è stata cacciata (nonstante avesse un ottimo feeling con i pargoli) poichè ritenuta “troppo poco cattolica”. Ha riaffermato il suo ateismo ed è andata via.

Ha frequentato il Liceo Scientifico “Diaz” di Caserta, dove ha conseguito il diploma di maturità nel 2007, riportando la votazione di 100/100esimi. Quando il suo migliore amico glielo ha comunicato, lei si trovava a Londra in vacanza e stava sbronzandosi di Sambuca da qualche parte. Ha vomitato, e da quel giorno non ha più bevuto Sambuca.

Ad Aprile 2007 ha superato i test d’ingresso per la Luiss, università che ha cominciato a frequentare nell’Ottobre dello stesso anno.

Da Settembre 2007 vive a Roma, in una folle casa molto sporca, ma molto accogliente, che divide con altri quattro ragazzi (due dei quali sono praticamente suoi fratelli, non di sangue, ma…insomma, ci siamo capiti).

Adora la Capitale: le sue albe e i suoi tramonti, le sorchette e gli zozzoni, mago Guarda e il Palalottomatica (dove la sua (Pepsi) Eldo Juve Caserta trioferà!), l’Excalibur pub e Mirko e il fratello di Mirko e la Piccola Gordon, Villa Ada e San Lorenzo e tanto tanto, ma veramente TANTO altro.

Frequenta Ha frequentato (a dire il vero non spessissimo) la facoltà di Scienze Politiche – Relazioni Internazionali presso la Luiss, attualmente è alle prese col secondo anno.

Si è laureata sul finire dell’anno accademico 2009/’10 con una tesi in Sociologia della Comunicazione dal titolo “Buzz Marketing: alveari al tempo dei Social Media”.

Talvolta è ancora cosmicamente perplessa circa il suo corso di studi. E si vede tra 10 5 anni scazzata e disoccupata.

Le piace il mondo della Comunicazione e trova che il Web, dal quale è profondamente affascinata, sia uno strumento dalle potenzialità, in tal senso, sconfinate. E’ interessata alla Pubblicità e al Marketing, alla Cominicazione d’Impresa e a quella Politica, alla Stampa e ai mondi sconfinati della Comunicazione Visuale.

Dicono che sia una freelance e qualche volta le danno anche dei soldi per questo. Abbastanza raramente, in verità.

E’ discontinuamente impegnata in sconclusionati progetti di romanzi che nessuno mai le pubblicherà.

Talvolta ha la netta impressione che la sua testa sia conficcata in un caleidoscopio impazzito: sentimenti, colori, suoni, coseafiordipelle, brividi, esperienze, tramonti e ricordi e e e…

Tutto le vortica attorno con una tale rapidità che ha un senso di nausea e vertigine costante.

Ha quattro gatti e due cani. Un padre e una madre con i quali non riesce a capirsi e un manipolo di cugini e parenti e amici e conoscenti e amici di amici di amici, dai quali ogni tanto qualcuno si distacca, uscendo dall’anonimia della massa amorfa, e facendosi conoscere davvero.

Predilige i rapporti individuali ed esclusivi, e, in ogni caso, alla quantità preferisce la qualità.

Quel mondo che la delude ad ogni tramonto, riesce poi magicamete a sorprenderla ad ogni alba. Pensa che questo sia uno dei suoi pregi: crederci, sempre e comunque, non essere mai troppo stanca per dire un sì e mai troppo sfiduciata per dare una seconda possibilità.

Facile è immaginare che questo sia anche il suo peggior difetto.

E’ una grande osservartice, ha una portentosa memoria fotografica e quando non ha nulla da fare le piace perdersi in lunghe passeggiate solitarie e silenziose.

Non è una persona da mezze misure: o ama o odia, o è amata o è odiata. E forse è meglio così.

Molto altro semplicemente non ha voglia di dirlo, ecco.

P.s.: Ha dimenticato di dirvi che a 18 anni meno un mese e un giorno, accompagnata da uno stuolo di amici (sì, qualche volta sente il bisogno di un pubblico) è andata a farsi un piccolo tatuaggio sul polso (rigorosamente all’insaputa dei suoi genitori, chè non avrebbero capito, e poi non sono fatti loro).

Così è nata Timey, una clessidrina stilizzata di un 3 centimetri che le ronfa placidamente sul polso sinistro.

Una clessidra tatuata: ossimoro del tempo che non scorre pur continuando a passare.

Ora come ora è l’unico suo Amore profondo e sincero.

Tre centimetri di pelle. Siamo messi malaccio, eh, lo so.

Ha trovato il tempo di innamorarsi nel frattempo, di una persona vera.

E’ andata malissimo.

A Novembre 2008 ha dato anche una sorellina alle piccola Timey: una rosa dei venti che segna il sud, sul piede sinisto. Attualmente non ha nome.

8 pensieri su “About Miss

  1. “Quel mondo che la delude ad ogni tramonto, riesce poi magicamete a sorprenderla ad ogni alba”.. ho i brividi!!

  2. Scrivi davvero molto bene. Sei riuscita a calamitare la mia attenzione mentre m’immaginavo di te e delle tue ironiche peripezie, e ti assicuro che non sono molti quelli che riescono a farlo.. 😉

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